DON GIOVANNI GUERRINO PELLICCIA, STORICO SUBLACENSE, VISTO DA UN COLLEGA STORICO

di Gianludovico Masetti Zannini (1)

 

Avrebbe avuto di che vantarsi, Don Guerrino Pelliccia, ma con la sua umiltà su tutto quanto lo riguardava, preferiva sorvolare, se non addirittura tacere.

Di meriti ne aveva tanti: doti naturali d’intelligenza e di memoria, doti spirituali che si possono compendiare in una parola, perché Don Pelliccia era un vero figlio di Don Alberione.

E di questo era conscio, ma si limitava a dire che gli era stato discepolo, forse il solo, nei suoi ultimi anni, superstite.

Sacerdote della Compagnia di S. Paolo, impegnato in una vasta missione quale quella di diffondere il Regno di Dio attraverso la cattedra e la stampa, Don Guerrino, per formazione e tradizione domestica ( era sublacense per parte di padre e di madre),viveva una spiritualità benedettina, tutta di preghiera e di opere.

Era un vero umanista cristiano, un maestro negli studi, un pioniere nelle iniziative, un amico pronto ad aiutare chiunque e, fino all’ultimo, un grande difensore della fede.

Ognuna di queste caratteristiche del suo spirito può essere documentata e illustrata.  Con vero intelletto d’amore e ottima conoscenza, il pensiero e le opere di Don Guerrino sono illuminanti.

Affiora così nella rievocazione lo spirito che lo ha guidato in tutta la sua vita di pio e dotto figlio di San Paolo e di San Benedetto: la sua vita sacerdotale, la sua tenacia negli studi che lo portò ad apprendere, tra le altre scienze e discipline, la lingua greca fino a dettarne un saggio sulla grammatica e a partecipare con un grande grecista quale fu il Padre Rocci, alla grandiosa impresa del vocabolario sul quale in molti ci siamo cimentati in anni lontani, e ancor oggi nuove e nuovissime generazioni di studenti se ne giovano.

Ma poi c’era la storia della Chiesa attraverso lo studio e le ricerche sul Concilio di Trento, sull’azione educatrice e sulla dottrina della Chiesa, tanto che uno dei più grandi storici, Hubert Jedin, disse ad uno studioso romano: “ Voi a Roma avete ‘Pellizzi’ ( così pronunciava alla tedesca il suo nome) :uno storico molto importante.

Lavoravamo insieme all’Archivio Segreto Vaticano”.

Se la verità da lui indagata e messa in luce fu un faro che guidò l’opera di Don Guerrino Pelliccia, altro faro fu la sua carità che rifulse durante l’occupazione nazista di Roma, quando con grande coraggio prestò aiuto ai militari sbandati e alla popolazione dei quartieri più colpiti e più in pericolo.

Una serie di pubblicazioni dimostra come questo sacerdote geniale sapesse con tenacia perseguire nonostante le difficoltà, i suoi disegni e le sue ricerche.

E non a caso fu scelto per iniziare il “Dizionario degli Istituti di Perfezione” che don Alberiore aveva tanto desiderato.

E fu tra i primi collaboratori di “ Bibliotecha Sanctorum”, senza poi dire della sua docenza universitaria di storia moderna a Roma e a Bari.

Nel rileggere le pagine biografiche e nell’apprendere altre cose di Don Guerrino, scritti, pensieri, ideali, realizzazioni, si rimane ammirati di quest’uomo che, tesaurizzando ogni minuto della sua giornata, riuscì a compire un così imponente lavoro.

Vari inediti del compianto studioso, evidenziano lo zelo apostolico del Paolino che, sull’esempio del Santo, condusse il bonum certamen in forma naturalmente moderna, sia nella stampa, che nelle parole e nel consiglio.

Mi commuove questo ricordo, perché non soltanto ho conosciuto Don Guerrino Pelliccia, ma l’ho frequentato per molti anni nell’Archivio Vaticano, ed ho trascorso con lui, nei momenti di sosta nel lavoro, momenti indimenticabili.

La sua parola dotta ma altrettanto arguta, contribuiva, nel nostro piccolo gruppo di amici, ad alleviare la fatica e nello stesso tempo ad istruirci e guidarci nella ricerca, sempre con quella cortesia colta e mirabile che è poi un aspetto non trascurabile della carità.

Ci lasciò troppo presto Don Guerrino, e quante volte abbiamo pensato a lui, all’amico pronto all’aiuto, al sacerdote che per tutti era un esempio, all’anima santa chiuse la sua giornata terrena nel segno della Fede costantemente sua ispiratrice nella diffusione del bene, nel combattimento contro l’errore, nello spirito di San Paolo e di San Benedetto.

 

(1) Storico, autore, tra l’altro, di varie opere sulla educazione femminile nel ‘500 a Roma