SCUOLA-TERRITORIO: UN RAPPORTO “BIUNIVOCO”
LINEE
PROGETTUALI, DA CONTINUARE AD ELABORARE, PROGETTARE E ATTUARE NELLE SCUOLE
PER UN CURRICOLO DELLA COMUNITA’ LOCALE ( lontano
da grave localismo e xenofobia, ISPIRANDOSI AI DIRITTI UMANI E ALLA
Costituzione Italiana)
-La “piccola città”/ il paese/ il quartiere come
“Università invisibile” (Lichtner 1981). Da
rendere visibile nella scuola, nell’educazione degli adulti, nelle
Associazioni Culturali.
AVVIO
Il punto di partenza è la conoscenza, la
trascrizione e la “narrazione” della cultura popolare
(dialetto,fantasie,proverbi,oralità,fiabe,tradizioni, feste, religiosità, cicli
di vita).
Una
sintesi, seppure inerte e “silenziosa”, di tale cultura, è rappresentata dai Musei delle arti e/o delle tradizioni
popolari.
Il
tutto va soprattutto riferito al passato storicamente anteriore
all’alfabetizzazione generalizzata, all’industrializzazione e alle grandi
comunicazioni di massa ( anni ‘50 in alcune piccole comunità locali; anni ‘30
in altre “piccole città”).
E’
la riscoperta delle fonti popolari autentiche e dei valori perenni di una
popolazione di un luogo. Per la generazione più giovane tale rapporto, pur
profondo, viene generalmente definito “ancoraggio”all’ambiente di vita..
Questa
operazione intellettuale consiste nello studiare,- con il metodo antropologico-
la cultura popolare e “assumerla”
(mediante registrazioni, libri, opuscoli,
filmati, raccolte fotografiche) nella scuola, nella cultura “alta” e
nella ricerca.
SCHEMI
DI LAVORO
Rapporti uomo-ambiente/Territorio/migrazioni.
Risorse
Tecniche/attività/ lavoro
Vita quotidiana
Cibi
Art
Lingua/comunicazione/comunicazioni
Visione del mondo/ Religione
Problemi e soluzioni
Fiabe e raccolti
Giochi e giocattoli
Educazione
Feste e calendario
Ciclo della vita e identità/
bambino/a Uomo/ donna
Anziano/a
Riti di passaggio
La morte: riti e credenze
La bellezza
La musica
Miti e storia
Il presente (Meazzini-Rossi)
Un secondo schema, per integrare il primo
Territorio e migrazioni
remote / mitiche, passate storiche e recenti.
Invenzioni culturali
Fiabe e racconti
caratteristici e comuni con altri spazi culturali
La voglia di vivere e la
gioia .
A
questo punto, siccome “ il passato è un
prologo” (scritta all’ingresso della Biblioteca del Congresso di Washington
), occorre continuare l’indagine nel tempo,studiando la “piccola città”(paese/quartiere) alfabetizzata
e acculturata, quasi fosse una vera disciplina di studio ”cercando
nel passato le ragioni e le condizioni per credere nel futuro e per costruire
il nuovo”.
Se
vorrà farlo, la scuola, nella sua autonomia culturale e didattica, si orienterà
nello studio:- della “Storia della
scuola locale” ( quasi per specchiarsi nel suo stesso passato); - della
piccola editoria di soggetto locale : di solito moltissimi libri,annuari,
opuscoli occasionali,articoli, dischi, cd
rom: spesso una congerie di lavori da aggiornare per il XXI secolo…...
E
poi occorre realizzare interviste mirate, questionari semi-strutturati,
colloqui con”testimoni privilegiati”.
Finalmente
si è pronti per “aggredire” lo studio critico della città/ paese di oggi.
Esaminare tutte le varie facce della
città/paese.
Per conoscere in qualche
modo la realtà locale le scuole hanno sempre fatto qualcosa, ma quasi sempre poco e
occasionalmente: -qualche proverbio , - canto tradizionale nelle scuole
dell’infanzia; -”esplorazione dell’ambiente”: vie, piazze,lapidi, monumenti…e
poco più, nella scuola elementare; -“ricerche”
e qualche intervista nella scuola media (classiche le interviste agli anziani);
-tesine varie nelle scuole secondarie superiori ( sul lavoro, la
disoccupazione, gli immigrati…).
Ma
tutto questo lavorio è stato finora piuttosto un “bricolage” scolastico.Non ha costituito nel tempo una qualche accumulazione delle conoscenze, senza
mappe concettuali e guide, senza memoria tra scuola e scuola, tra cicli
scolastici e tra “generazioni” di studenti.
In
ciò la scuola riparte sempre da zero, come avviene nel dilettantismo... Essa
ritiene di impegnarsi soprattutto nell’educazione intellettuale (l’istruzione)
e considera la realtà locale come una “cosa” povera, da cui ci si deve appunto
riscattare e distaccare attraverso la scuola e la cultura, formalizzata nei
saperi “alti”.Finora questa limite era considerato un tratto di nobiltà della
scuola!
Ma
questo fa crescere generazioni intere senza
radici e senza ancoraggi nella comunità: ciò che è un disvalore.
INSEGNANTI: PROFESSIONISTI
DELL’EDUCAZIONE E DELLA SCUOLA
PROPOSTA METODOLOGICA per le scuole - (“Vivaio di relazioni
umane”,“Ambiente educativo di apprendimento”
“ambiente saturo di cultura") – e, in analogia, per gli altri ambienti di educazione di ragazzi, adulti e
anziani.
1- Costituire un “gruppo di progetto”: équipe di storici
, musicisti, artisti e scrittori locali, sotto la guida di un esperto di
antropologia culturale , assistito da una segreteria, fornita dalla Regione,
dalla Provincia o dal Comune (ai quali consegnare il progetto “mirato” anche
per il finanziamento pluriennale;
2- Enucleare un gruppo di produzione di “materiali” (testi,
video, registrazioni….)
3- Ufficio stampa, rapporti interistituzionali e
relazioni pubbliche
4- Individuare un nucleo di supervisione e valutazione
5- Redigere un progetto di spesa e di finanziamenti
6- Pubblicizzare le procedure e realizzare pubblicazioni
a breve, a medio e a lungo termine.
7- Questo
impianto organizzativo e culturale servirà per ripercorrere le tappe della
cultura del passato e del presente - popolare e colta – nei suoi nuclei
essenziali (miti, riti, storie e storia, concezioni cosmologiche popolari,
lavoro di ieri e di oggi,arte e musica, relazioni parentali, religione ,
religiosità popolari , pellegrinaggi , Confraternite, con inevitabili “relitti
culturali” di antiche superstizioni; rapporti sociali; rapporti economici;
percezione sociale , soprattutto delle classi subalterne, del denaro,
dell’Autorità e della politica.
8- Di tutto questo occorre conoscere tutto il
“pubblicato” ben sapendo che ci muoviamo in un mare di cultura orale, pure da
indagare, con metodi e mezzi adatti, ben noti agli antropologi.
9- Intraprendere a ri-vedere e ri-pubblicare i
materiali ancora utili per rendere
accessibile a tutti la cultura di tradizione alle nuove generazioni
studentesche e adulte.
Giunti
alla “piccola città”/ paese/quartiere, qual è oggi , “invisibile” ai più . Lo studio può seguire vari approcci:
-individuare
i settori di studio seguendo le denominazioni degli Assessorati Comunali
d’oggi, che,di solito,”fotografano” ( o dovrebbero “fotografare”) la realtà
istituzionale, sociale ed economica nei vari aspetti civico-politici ed
economici della popolazione;
-studiare
la “città” di oggi mettendo in rapporto la città e le singole discipline di
studio scolastiche:-lingua e città; -storia
della città;-economia del Comune; -famiglie e imprese; -urbanistica; -lavori
pubblici ed edilizia privata; -arti visive e musei, musica e sedi di concerti…,
e così via per la scienza, la tecnologia e le scienze umane e sociali.
-procedere
nello studio in modo più “molare”, per grandi “blocchi” culturali ( arte,
antichità,economia, lingua, musica e coro, scienze, scienze umane,tecnologia), magari ispirandosi ai nuovi Licei : classico, scientifico,
artistico,economico,linguistico,musicale e coreutico,delle scienze umane e
tecnologico.
10.
Progettare nelle scuole, ciascuna al livello
di età degli alunni e di autonomia
culturale e didattica,lo studio delle cultura antropologica (popolare, cioè
legata ai bisogni umani fondamentali) e della cultura alta della città, fornendo i “materiali”. Ma lasciando ai docenti,
dirigenti scolastici, amministratori, la massima libertà intellettuale e
didattica di articolare letture, lezioni, visite guidate e ricerche.
11.Non
arrivare mai, per eccesso di zelo, a fornire un manuale unico a stampa delle cultura tradizionale e attuale:sarebbe creare fissità e ingessatura in un
settore bisognoso di fiato e linfa di
ricerca continua. Oltre tutto c’è poco da imbalsamare: le culture locali
vedono sempre all’opera una continua rivisitazione, re-inprepretazioni e
perfino “ re-invenzione” delle tradizioni e della realtà vivente.
Il traguardo pedagogico è che ogni anno, in ogni
classe o gruppo di adulti in formazione, il docente/animatore si ponga il
problema intellettuale e didattico del Curricolo
della Comunità locale .
Poi il docente/animatore opererà una scelta e attingerà
ogni anno a”materiali” antichi, rinnovati o nuovi su un aspetto a sua scelta , guidando indagini e ricerche nuove da
parte degli studenti, in una continua ricerca-azione. Con pubblicizzazione dei
risultati.
E
così via, senza stanchezze, senza ripetitività o formulette standardizzate ( che sono odiose già nelle classiche
discipline del curricolo nazionale di studio e sarebbero ancor più ridicole
nella conoscenza delle proprie radici culturali e della realtà attuale della
vita cittadina).
“RADICI” ED “ALI”
Nel tempo, studenti e adulti potranno arricchirsi
della conoscenza riflessa della radici culturali comuni e muniti delle ali dei saperi di oggi e di domani e
delle radici per crescere. In breve:
“radici” per crescere e ali per “volare”.
Ciò li renderebbe più forti anche per essere in
sintonia con i saperi del curricolo nazionale in dimensione europea e mondiale,
con tanto di lingue straniere (europee e non), conoscenze e capacità
tecnologiche e informatiche, competenze lavorative ed economiche per l’oggi e
soprattutto per il domani prossimo venturo.
Ma soprattutto si rializzerebbe l’unità della cultura e della persona,
“civis” del luogo natio e del mondo: il
nuovo umanesimo per il XXI secolo.
(A
cura di g.c.)
ALLEGATI:
Area
psicologia di comunita’
-
Alcune
definizioni di comunità
- La comunità è un sistema complesso e
vivente. E’ un sistema aperto in quanto in ogni momento i suoi confini sono
attraversati da flussi di persone, di energie, d’informazioni, di prodotti.
-Il comportamento può essere
compreso solamente in relazione al contesto in cui ha luogo. Gli elementi in
relazione, oltre a scambiarsi energia e informazioni, si cambiano
reciprocamente.
-La comunità è ciò che la gente
pensa che sia. Sono gli individui con le loro relazioni che creano e danno
senso alla comunità. Le reti e i flussi informativi tra individui ed individui
ed istituzioni definiscono confini, nome, identità della comunità.
-I confini tendono a dilatarsi fino
a dissolversi. Vale la qualità delle relazioni. Lo sviluppo dei mezzi di
trasporto e delle comunicazioni, alti tassi di mobilità, promuovono e
rafforzano la simultanea appartenenza dell’individuo a molte comunità.
(Fonte:E.R.Martini,R.Sequi,(1996),
La comunità locale, NIS
Altri schemi utili
PROPOSTE
DIDATTICHE (della prof.ssa CHINI):
Storia
delle tradizioni (percorso logico)
Proposta
di percorso tematico-concettuale della disciplina
Attività
e problemi (cognitivi, espressivi e operativi)
L’osservazione
del paesaggio:
.conoscenza
.tutela
.valorizzazione
ANALISI
DEL PAESAGGIO AGRARIO
-agricoltura
e assetto del territorio
-paesaggio
agrario e turismo
-agricoltura,
silvicoltura e parchi naturali
2
La vita quotidiana ( e la cultura)
.il
“diario di viaggio”
.la
tipologia edilizia
.l’arredamento
.la
cucina
.la
camera con vista
.gli
usi e i costumi
.i
mestieri
3.
L’immaginario
.illusione
dell’autentico
.illusione
dello strano e del tipico
.illusione
dell’origine e persistenza
.illusione
del collettivo
.illusione
del rituale
.illusione
del magico
.illusione
dell’avventuroso
.illusione
dell’impossibile:il “mondo alla rovescia”
4.
La tradizione e la memoria orale-scritta-iconografica
.i
problemi generali
.evoluzione
e tradizione
.storicità
e rifiuto della storia
.storia
e natura
.nel
tempo e contro il tempo
.nel
luogo e nell’origine
.nell’esteriorità
del rito e nell’inconscio collettivo
.tramonto
e sopravvivenza
.memoria
e caduta della memoria
.mondo
scomparso, patrimoni,leggenda,documento
5.
Il testo e il contesto ( dal testo al contesto)
.ambiente
.territorio
.paesaggio
COME
SI FORMA
IPOTESI
DI LAVOPO: DAL TESTO AL CONTESTO
COME
SI INTERPRETA IL TESTO
A)
Il “testo”
.analisi delle “indicatori”
e degli “attivatori del testo”
Verifica-analisi del testo:
.i nuclei concettuali
.le parole chiave
.i luoghi dell'immaginario
.le variazioni individuali
(lo “stile”)
.i modelli formali (il
“genere”)
.la conformità (“la
“tradizione”)
B)
Il “contesto”
.storico-culturale
.la cultura
.i gruppi culturali
.i problemi socio-ambientali
II° Verifica- il quadro di
riferimento
C)
.la vita quotidiana
.la cultura popolare
.l’inconscio collettivo
III° Verifica – le ipotesi
di interpretazione
D) Il mito
1.
la memoria
.la
scrittura
RADICI
: Da dove veniamo
“Le
storie, gli uomini, gli avvenimenti e le
idee che hanno fatto il nostro passato e costruito il presente, e uno sguardo
mirato alla formazione del senso di appartenenza ad un territorio. E per chi
volesse saperne di più, approfondimenti e bibliografie che valorizzino anche il
ricco patrimonio di studi locali.
(Pagina
web “Trentino cultura”)
EPISTOLARI
Lettere private (di
emigranti, lavoratori)
ATTI NOTARILI e DELIBERE COMUNALI
Se rilevanti per le
ricerche.
Per continuare la ricerca e la documentazione:
-Osservazione diretta e accurata dei luoghi del nostro ambiente che
crediamo di conoscere
-Uso di carte e mappe:vie, natura e collocazione, resti materiali,
edifici, toponomastica, servizi e organizzazione socio-economica
Quanto sopra in rapporto
alla orografia, idrografia e epoche storiche.
-Fonti di documentarie pubbliche e private:materiali:
monumenti, opere d’arte, oggetti
Cartacee: documenti,
bibliografie, foto, giornali, manifesti, dati statistici
Fonti orali:
interviste, canti,
narrazioni, leggende, testimonianze.