GLI
ALBANESI TRA NOI . PER INTENDERSI …. TRA RESIDENTI E IMMIGRATI
L’ALBANIA E GLI ALBANESI
Conoscenze minime- di base- per tutti
Albania, Shqiperija , Terra delle
Aquile
Conoscenze geografiche:
-Si affaccia nell’Adriatico,
di fronte alla Puglia
-Regione montuosa: zona
della Grande Montagna o delle Alpi
albanesi settentrionali
-Zona delle catene alla
destra del Drin
-Zona montuosa centrale
-Zona delle catene
meridionali e sud-occidentali
Monti più alti: Tomorri m.2480; Papingut m.2495;
Qendrevica m.2120.
Fiumi:Boiana,
Popolazione: tre milioni circa
Gli Albanesi
si auto-denominano Schipetari,
discendono dagli antichi popoli tracio-illirici.
Religioni:
cristiani 40 %; islamici 60 % 8 (l’Islam fu proposto/imposto dai dominatori
Turchi)
La scuola è
obbligatoria dai sei ai tredici anni.
Università: a
Tirana . E’ stata sempre elevata la qualità delle
Facoltà Tecnologica
e Agricola.
Agricoltura:
di tipo mediterraneo.
Allevamento
diffuso.
Industria: tessile, petrolchimica, alimentare, concia,
meccanica
Miniere:petrolio,bitume,ferro
e nichelio,cromo e rame.
Scambi commerciali: al 1°
posto, con l’Italia
Città: Scutari, Alessio, Puka, Kuksi, Bajram Curi,Durazzo,
Croia,Rurrelli,Resheni,Peshkopèia,Librazhdi,Elbasani,Lushnja,Fieri,
Berati,Corovoda,Gramshi,Valona,Santi Quaranta,Argirocastro,Tepelena,
Permetiu,Corizza,Ersewka,Pogradeci.
Un po’ di
storia
Tra il Regno dell’Epiro e le
genti illiriche. Lungo le coste i Greci fondarono Apollonia Epydamno ( poi chiamata Dyrrachium e Durazzo).
Il Re Agrone e la regina
Teuta.
La vittoria dei Romani portò
l’Albania nell’Illiricum; che poi si chiamò Dalmazia e infine provincia Praevalitana, con capitale Scodra.
Nel Medioevo fu soggetta
all’Impero bizantino; divisa in Signorie locali, poi unita alla Serbia e alla
Bulgaria, infine aggregata ai domini di Venezia e agli Angioini di Napoli.
Giorgio Castriota detto SCANDERBERG, l’eroe nazionale, difende
per venti anni l’Albania dall’invasione turca. Alla sua morte, percepita come
disastro gravissimo, nel 1468, i Turchi invasero quasi tutto il territorio.
Nelle vallate montuose più remote non riuscirono mai a insediarsi come
occupanti-colonizzanti. Alcuni “staterelli” si
orientarono verso Venezia e offrirono il potere a Carlo Emanuele I di Savoia, a
Ranuccio I Farnese e ad alcuni
Pontefici.
Gli albanesi divengono
soldati per i Sultani o per gli Imperatori d’Austria.
Nel1788-1820 il Pascià Alì di Tepeleni tentò la via
dell’indipendenza.
Nel 1860 un discendente di
SCANDERBERG chiese a Garibaldi di aiutare la causa greco-albanese.Ma Garibaldi
era occupato con la sua Spedizione dei Mille.
Dal 1921: indipendenza nazionale
albanese. Dal 1925, Re Zogu con la regina Geraldina.Trattato imposto dall’Italia. Nel 1939 Mussolini volle
imporre un nuovo Trattato, che re Zogu non accettò. Venne inviato in Albania lo
scrittore Curzio Malaparte, con il compito di corrompere i Generali e la stessa Corte. L’Italia
invase l’Albania e l’annetté al Regno d’Italia. Vittorio Emanuele III si
proclamò “Re d’Italia e d’Albania”. I
reali albanesi fuggirono in Grecia. Tutti gli Albanesi ebbero la
cittadinanza e il passaporto italiano.
Scoppia la seconda Guerra Mondiale
e sorgono i gruppi partigiani albanesi, comandati dal 1942, da Enver Hoxha, il quale, da partigiano si
trasformò in dittatore, con visioni
politiche altalenanti, tra legami con l’URRS e con
Il patrimonio delle chiese
cristiane è lasciato deperire, in linea con l’ateismo di Stato, duro come non
in altri Paesi comunisti.
1945: Repubblica del Popolo
Albanese, affiliata al Cominform, con
regime di tipo stalinista.Basi di sottomarini a
Valona, in funzione anti-Patto Atlantico.(
Viene alimentata la psicosi
dell’invasione da parte dei Paesi capitalistici. Avvicinamento alla Cina, che
arma l’Albania e la riempie di migliaia di bunker
di cemento armato anti-sbarco. Infine,
dopo la caduta del comunismo, rinasce la democrazia politica e riprende
faticosamente l’economia…
Disastro monetario per colpa
delle cosiddette “piramidi”( “bolle” speculative
destinate a sgonfiarsi).
“Fuga” dall’Albania (20.000)
in un giorno, nel 1981: fuggì pure chi non ne aveva bisogno...
L’Italia s’impegna a
finanziare la rinascita della scuola albanese e dell’Università.
La vita democratica si
stabilizza lentamente e così pure l’economia.
Nasce la camera di Commercio
Italo - Albanese di Tirana e la relativa Fiera campionaria, filiazione della
Fiera del Levante di Bari. Prende piede anche una fiera dell’alta moda.
Il turismo in Albania prende
vigore.
La lingua albanese è
indoeuropea, con due specificazioni: IL
GHEGO e IL TOSCO. In Italia, gli Albanesi immigrati sono presenti fin dal ‘500 .A Spezzano Albanese, Ururi,
Piana degli Albanesi... si parla l’”Arbrèsh” e lo si insegna anche nelle scuole. Il Prof.
Domenico Morelli è un esperto e un promotore di questa lingua “storica” e
studia pure contatti
e rapporti fra i vecchi e i nuovi immigrati albanesi.
La letteratura
Il primo documento è una
formula battesimale del 1462.
“Il messale” in ghego, del 1555 di Gjon Buzucu; “Cuneum prophetarum” di Pjeter Bogdani; “Gjella e S. Meriis Virgjer” di Giulio Fariboba calabro-albanese; Novella
“Erveheja” di Muhamet Cami.Autore di esposizioni di tradizioni popolari: Thimi Mitko;
traduzioni bibliche: Konstandin
Kristoforidhi;ecc.
Cultura tradizionale e folclore
Tradizioni più antiche nel campo del diritto, delle credenze, del costume, dei canti e delle leggende popolari.
“Leggi consuetudinarie" chiamate “ Codice della Montagna o Kanùn di Lek Dukagin”: che regola i rapporti familiari, il rispetto dell'onore -anche del nemico-, la fedeltà al patto contratto con rito di sangue, l’osservanza della besa o promessa giurata (consuetudini simili a molte tradizioni arcaiche delle isole mediterranee, come in Corsica e nella Barbagia….).
Proteggono
contro i nemici, le figure mitiche femminili ZANE e le Ore. Con la lahuta
si accompagnavano i canti dolorosi delle vicende della diaspora.
Ogni concerto è
preceduto da melodie tristi e malinconiche, quasi per esorcizzare il male. Il
poeta-pastore di buoi Kujo canta i “Trenta Agà custodi della frontiera”;
Giorgio Elez Alija commuove con “Scanderberg e la morte” e “La morte
di Scanderberg”, con musica molto struggente.
L’ALBANIA e’ vittima della
storia contemporanea, con vicende molto tragiche.
Prima di tutto va precisato
che gli Albanesi si considerano a tutti gli effetti EUROPEI, cioè Illirici,
come sono fin dall’antica Roma.
Attualmente l’Albania è
tutto un cantiere di costruzioni edilizie e industriali, turistiche e
scolastiche, ma anche un cantiere di democrazia (dopo vari tentativi dei primi
anni novanta).
Chi vuole saperne di più può rivolgersi al
Centro Culturale Albanese, in Via dei Greci,
A cura DELL’UNIVERSITA’
POPOLARE DI SUBIACO
( Aspettiamo commenti e
integrazioni. A questo serve una Università Popolare)