Un
“cambio” misurabile sociologicamente
Volevamo
mettere un punto interrogativo, non si sa mai.
Ebbene
si.
Siamo
nella fase della ricerca di sfondo e non ancora alle interviste e ai
questionari della ricerca sociale codificata.
Ma
già questa prima fase segnala i seguenti fatti nella comunità
locale di Subiaco:
-la
popolazione globale è statica dal punto di vista demografico e
socio-economico;
-negli
studi – scolastici e non – continua la tradizione un po’
grigia della provincia italiana, con poche punte di eccellenza: studiano quasi
solo i laureandi;
-svettano
lo sport e la musica, con accompagnamento di arte;
-non s’intravede l’emersione di una vera classe dirigente all’altezza della situazione nel campo economico e politico, e specialmente un gruppo di “traino” per un grande sviluppo culturale e formativo, come premessa di tutto il resto.
In
questo quadro spuntano vari e molteplici esempi viventi di donne preparate,
impegnate e inserite in vari settori vitali, intente a valorizzare se
stesse e insieme il nostro ambiente
umano sublacense: una vera risorsa di capitale umano allo stato
nascente.
Se
si trattasse di casi isolati, non varrebbe la pena di discuterne.
Ma
siamo già alla “massa critica”, al numero e alla
qualità sufficiente per cambiare in meglio il nostro panorama sociale e
dare una scossa all’”universo” della tradizione.
Chi
sono queste nuove protagoniste nella nostra storia sociale e del lavoro?
Sono donne non giovanissime (“giovani adulte”, secondo la definizione della sociologia), che hanno compiuto studi ben definiti; si sono inserite nel lavoro – anche privato -; spesso hanno inventato il loro lavoro; hanno grinta e moralità professionale di nuovo conio.
I
settori:
-commercio;
turismo; sanità, cura alla persona; educazione; riabilitazione.
Le
situazioni più riuscite sono rappresentate da imprenditrici vere e
proprie, che non hanno nulla da invidiare agli imprenditori maschi (i
“padroni”) del passato anche recente.
Insomma,“ ex piccole donne crescono” e finalmente , insieme con le eroiche donne immigrate che affrontano ogni giorno problemi enormi, faranno sempre più capolino anche nel settore culturale, editoriale e politico.
Hanno
fatto bene a farsi valere prima nel professionale, nella vita
ecclesiale, nel volontariato, nel sociale, nel pre-politico. La politica -
anche locale- non potrà non manifestarsi e sarà fondata su basi
più solide.
I
maschi hanno puntato per decenni direttamente sulla politica e relative
carriere, ma hanno annaspato continuamente, in un’agitazione senza
fine e senza effetto.
Coraggio! “L’altra
metà del cielo” ha ancora molto da conquistare seriamente e
non minacciosamente: il vero femminismo, che mira anche al bene comune. Vedremo nei prossimi anni sempre
più progetti, idee, realizzazioni, giornali locali, con il timbro della
migliore femminilità.
Queste
benemerite donne finora hanno navigato contro corrente e isolatamente. E’
ora che s’incontrino, s’incoraggino a vicenda e creino strutture -
anche cooperative - in grado di valorizzarle ulteriormente.
Ci
piacerebbe che questo giornale ospitasse una rubrica fissa, scritta solo
da donne, su
LE
INIZIATIVE AL FEMMINILE IN SUBIACO.
Sarebbe
lo specchio e la rappresentazione del cambiamento in atto.