SE NELLE AREE MONTANE LA SCUOLA NON C’E’ PIU’….

I piccoli Comuni sono ancora sotto shock per l’avvenuta sparizione delle scuole materne, primarie e medie dal loro territorio. I Sindaci sono stati attivissimi nel proporre il “consolidamento” delle scuole in un paese su tre o quattro…e soprattutto nell’organizzare e spendere per il trasporto alunni.

Allora tutto va bene?

Non pare. Anche se l’aspetto organizzativo fosse davvero risolto dappertutto, restano problemi pedagogici e culturali. Gli alunni pendolari vivono un’esperienza scolastica difficile. Tornati a casa alle due del pomeriggio, cosa fanno? “I compiti”, si dirà. Ma questo non risolve tutto, anzi…

Occorre compensare, ” in loco”- a cura della comunità- gli svantaggi di questo particolare pendolarismo. La comunità, rappresentata dal Comune, deve formulare un “progetto o percorso integrato di comunità”, con “spazi formativi che competono irrinunciabilmente alla comunità, come la ricostruzione di un’identità culturale” e con aperture al mondo.

Traiamo qualche spunto operativo dal Comune di Amaro (in Carnia), dalle attività pomeridiane dell’Istituto “Giannelli” di Tolmezzo e dalla scuola materna di Tolmezzo, illustrate a suo tempo da Gianni Moroldo, dirigente dell’AIMC (Associazione Italiana Maestri Cattolici).

Che cosa fare, allora? Un progetto integrato di comunità. Sì, ma come? Con percorsi formativi non-scolastici, dove, attraverso attività co-gestite con i Comuni, le famiglie, il volontariato, le Parrocchie, le Pro Loco, i Circoli culturali, gli alunni approfondiscano l’uso della lingua materna, la cultura di origine, la conoscenza ambientale, l’antropologia, la formazione religiosa. I volontari potrebbero essere studenti di pedagogia o scienze della formazione, universitari e laureati, insegnanti pensionati. Le attività: acquisire un metodo di studio,di esperienza e di esplorazione ambientale,la padronanza dei nuovi linguaggi informatici,e attività ludiche, motorie, sportive.. Un vero “percorso  locale di comunità”,in scambio e confronto con zone più ampie e città vicine. Non riprodurre i modi di un doposcuola, solo per far eseguire i compiti. Un ex-insegnante esperto dovrebbe seguire e garantire la qualità delle varie iniziative.

Su questo progetto occorre cercare il consenso di tutti gli Amministratori, degli altri leader della comunità, delle famiglie e degli stessi alunni.