LE ACQUE E GLI ACQUEDOTTI DI ROMA ANTICA”

UN LIBRO DI GIUSEPPE PANIMOLLE su una delle glorie della valle dell’Aniene

Con un simpatico incontro nella sede della Comunità Montana dell’Aniene a MADONNA DELLA PACE, è stato presentato il volume di Giuseppe Panimolle: “Le acque e gli acquedotti di Roma antica”.

Il Presidente della Comunità Montana Luciano Romanzi e il Sindaco di Agosta Gianfranco Massimi hanno rivolto al Prof. Panimolle un vivo elogio e ringraziamento per il suo pregevole lavoro e ricerca, durati, si può dire, una vita.

La prof.ssa R. Padoan – docente di scienze naturali nell’Università “La Sapienza” ed esperta di problemi delle acque - è entrata nel merito del libro, rilevandone la sintesi tra geologia, archeologia, classici latini d’ingegneria come Frontino, Plinio il Vecchio e Vitruvio. Tutto per presentare le grandi opere costituite dagli acquedotti della Roma classica. Il fatto che Panimolle non sia un accademico torna a suo onore. Ha ottenuto ottimi risultati ed è quello che conta! D’altra parte, pur non essendo archeologo, ingegnere idraulico o geologo, è pur sempre un docente di lingua e lettere latine e di storia romana. Oppure è destino che chi insegna nelle scuole di tutti debba fermarsi alla docenza e non produrre sapere per tutti?                                                                                                 Hanno concluso l’incontro gli Assessori Paolo Martino e Paolo Maturilli, per sottolineare l’uso didattico e di diffusione culturale che si farà del libro, che può essere richiesto alla Comunità Montana dell’Aniene, fino all’esaurimento delle copie.

Ecco i capitoli del libro:

-Panorama delle acque e degli acquedotti di Roma antica;

-Il trattato “ De aquae ductibus Urbis Romae”;

-Genesi delle sorgenti della Valle dell’Aniene;

-Gli acquedotti Anio Vetus; Marcius; Claudius;Anio Novus;-L’acquedotto  

particolare dei Tiburtini; Appius; Tepulus; Julius; Virgo;Alsientinus; Traianeus;

Alexandrinus;

-La monumentalità degli acquedotti;

-Il codice delle acque.

Inutile dire quanta sapienza ed esperienza di costruttori dell’antichità risalti dalla lettura del libro di Panimolle.

Ma si evidenziano pure le qualità di ricercatore e scrittore di razza dello stesso Panimolle.

E’ stato detto, a favore  di Panimolle, che egli non appartiene al ceto accademico, che studia sistematicamente una e una sola disciplina.

Il suo è uno studio specialistico, ma anche con un raggio di azione più ampio.

Il suo punto di vista è quello del docente appassionato e competente che si guarda intorno, fuori delle aule e degli istituti scolastici, e utilizza gli strumenti culturali e conoscitivi della docenza, per conoscere e documentare tutti i valori dei beni culturali che si rinvengono nel territorio che vive intorno alla scuola.

In questo caso:la Valle dell’Aniene dal tempo degli Equi e dei Romani, fino ai nostri giorni. Non c’è un cedimento alla superficialità. Tutto è descritto e problematizzato in profondità e con attenzione critica anche all’attualità.

I così la bibliografia del Panimolle spazia dalla storia della resistenza nella Valle dell’Aniene, alla storia e al dialetto della piccola patria Agosta, ai popoli pre-romani nel territorio Aniense. A ciò si aggiungono opere di narrativa e poesia.

Il Prof. Panimolle ha percorso una bella carriera d’insegnamento e di direzione di scuole pubbliche, insieme con un “cursus honorum” (Sindaco di Agosta, Assessore Provinciale, Presidente del Parco Naturale dei Simbruini).

Ogni briciola di energia mentale e culturale è stata spesa dal Prof. Panimolle per la scuola e per l’attività amministrativa e civico - politica territoriale. I suoi libri sono come segnacoli dei suoi vari impegni e lavori, vere pietre miliari di una biografia impegnata.

Gli uni e gli altri di valore.

Il corredo fotografico e la mappa allegata sono all’altezza dell’opera.

G.C.