Recensione
Giuseppe
Panimolle
“
Lo
storico Parisella osserva come, anche nella Valle
dell’Aniene “ la società civile di allora, le sue donne,
i suoi uomini, i suoi giovani e i suoi anziani seppero manifestare un
notevole spirito di resistenza, forgiato nella vita quotidiana”. La
popolazione non collaborò con l’invasore nazifascista; i giovani non si
arruolarono nella RSI (con gravi pericoli e qualche vittima dei
rastrellamenti). Moltissimi patirono arresti, furono presi in ostaggio o
deportati , subirono razzie e prepotenze. Infine, a Madonna della Pace- Agosta,
Colle Siccu - Castel
Madama, Pratarelle - Vicovaro,
Valle Brunetta - Cervara, e a Tivoli – il cinque e
del sei giugno 1944 – si ebbero in totale un centinaio di uccisi.
Giuseppe
Panimolle era ben consapevole che da noi
A
quarant’anni di distanza, questa ri-edizione risponde a due esigenze:
completare la documentazione, non più da Affile a Castel Madama, ma includendo Tivoli; e rendere così omaggio ad una nuova coscienza della
unità storica di tutta
In futuro, per ricerche di questa
natura, lo spazio storico da considerare deve essere quello della Valle dell’Aniene in senso proprio, con attenzione anche fino alla
Valle del Sacco e all’Abruzzo prossimo, aree culturali e sociali con le quali
in passato, prima dell’avvento della motorizzazione, avevamo molti e
significativi rapporti…. e matrimoni.
Un’altra
motivazione è che i più giovani, gli studenti, devono essere posti in
condizione di conoscere i sacrifici dei propri nonni e ricavarne la lezione “ non tanto di pedagogia politica, quanto di pedagogia sociale e civica” (Parisella). Conoscere per non dimenticare, grati a quanti
si sono sacrificati e hanno sofferto per noi.
A
questo proposito,