LE
NOSTRE INTERVISTE
PER L’URBANISTICA NEL TERRITORIO
SUBLACENSE :RIFLESSIONI E SPERANZE
Intervista all’architetto Giovanni Prosperi
Nell’incipiente risveglio d’interessi culturali centrati sul territorio Aniense
da parte di esperti qui
presenti e operanti, vogliamo segnalare uno studioso finora apparso come
solitario: GIOVANNI PROSPERI.
In un vasto ambiente egli è noto come architetto, pittore, poeta ed
educatore all’arte e al bello. Il tutto a un livello elevato. In
attesa di una monografia che renda “popolare” e fruibile da tutti la sua
multiforme opera, diamo rilievo alle sue ricerche soprattutto nell’urbanistica nel nostro territorio (da Tivoli a tutto l’Alto Aniene).
Lo facciamo mediante un’intervista.
UPSUBIACO
- Ci vuol dire quali
sono le tappe delle Sua ricerca in questo campo dagli anni ’60 a oggi?
ARCH. PROSPERI
“Sono lusingato che dopo circa cinquant’anni – quasi un
giubileo – di ricerche territoriali, urbanistiche, storico-urbanistiche e
paesaggistiche sulla Val d’Aniene (media e alta) , l’UPSubiaco si ricordi della
mia competenza più specifica: l’urbanistica. Fin dagli anni ’60 ho indirizzato
le mie iniziali ricerche, da studente universitario, a questo territorio. Va
detto che quelle
prime ricerche erano già allora valide, giacché il Professore con cui le venivo
elaborando era l’illustre urbanista Luigi Piccinato.
Insieme con alcune
amici di Subiaco le presentammo al Sottosegretario Vittorio Cervone,
che mostrò un certo apprezzamento per il mio lavoro. In breve lo studio,
elaborato in carte coloratissime (scala regionale, territoriale, locale)
individuava in modo originale il comprensorio
turistico (l’Istituto” Placido Martini”aveva indicato il nostro
comprensorio come “area ad alta
vocazione turistica”) che si estendeva dal litorale tirrenico - pontino
fino ai Monti Simbruini ed Ernici.
Una fascia intermedia di produzione industriale era nella piana di Frosinone,
ricadente nella “Cassa del Mezzogiorno”, e ciò frustrava ogni velleitario
tentativo di invadere il litorale e la montagna con inopportuni insediamenti
industriali. Vi si opponevano gli alti costi di percorrenza e incompatibilità
tra zona del tempo libero e zona industriale ( vedi gli studi di Le Corbusier su “ La ville radieuse”).
Poi il comprensorio
specializzato ( mare, collina, fiume, centri storici minori, monti), e infine
le aree attrezzate ( fiume, Montagna di Livata).
Il comprensorio aniense, da Villa Adriana fino ai Monti Simbruini,
avrebbe dovuto costituire il “Parco
attrezzato della Val d’Aniene",
sul modello di quelli già esistenti nella Regione Trentino-Alto Adige e allora
proposti dal Piano Regionale Turistico
della Regione Abruzzo, cui mi ero
riferito.
L’assetto viario
doveva ricentrarsi su una superstrada a scorrimento veloce, ricalcante il tracciato
ferroviario dell’ex Mandela Subiaco, con svincoli per ogni centro minore, che
avrebbe costituito anche la bretella
di collegamento tra l’A-24 e l’A-“, inglobando nel suo percorso Subiaco, gli Altipiani di Arcinazzo, Fiuggi.
La struttura
economica di appoggio a tale vocazione turistica avrebbe dovuto essere
un’agricoltura specializzata costituita da una diffusa piantumazione di alberi
da frutta e da vitigni dislocati in aree appropriate, mentre la piana sotto Arsoli-Anticoli-Roviano avrebbe dovuto ospitare piccoli e
non impattanti insediamenti industriali di trasformazione ( confetture,
marmellate, cantine sociali) prossimi all’accesso sia alla Ferrovia che alla Autostrada (Mandela) e, quindi, con bassi costi di
percorrenza.
Il turismo,l’ agricoltura specializzata e non di mera sussistenza, la
“soffice” industria di trasformazione, avrebbero evitato l’esodo e il massiccio
deprecabile fenomeno del pendolarismo.
Monte Livata avrebbe dovuto avere un’espansione edilizia
(alberghi,” residence” e case) limitata all’area dell’anello (con facilità di
approvvigionamento idrico, di rete fognaria, di servizi :luce, gas, telefono, etc),progettata sui modelli del “town
design" e, quindi, da uno studio professionale specializzato, lasciando
così il territorio montano intatto integralmente.
Le piste da sci
erano state previste nel versante Nord di Monte Autore con lunghezza anche di
sei chilometri e innevate sicuramente per un lungo periodo dell’anno.
Questa scelta
avrebbe previsto un Consorzio tra i
Comuni di Subiaco e Camerata Nuova,
quest’ultima prossima al Casello autostradale di Carsoli,
possibile alternativa - non escludente l’altra- al raggiungimento di seggiovie
e cabinovie.
Di tutto ciò si discusse.
Ma con un nulla di fatto. E la superstrada e il Parco sono arrivati tardi e
male. Questa elaborazione è ancora recuperabile, aggiornando studi e impegni,
anche di livello politico-amministrativo locale e regionale.
All’inizio degli
anni ’70 lavorai all’Istituto Nazionale di Pianificazione Territoriale, diretto
dal Prof. Mario Coppa. Producemmo, su mio invito, un interessante lavoro a più
mani, pubblicato dal C.N.R. con il titolo “ Il Comprensorio Sublacense”. Tra i numerosi
argomenti c’era un interessante approccio all’annoso problema dei centri
storici minori. Fu reso disponibile ai Consiglieri Comunali di Subiaco.
Sono recentemente
tornato sull’argomento, con un saggio da rivista sull’INCASTELLAMENTO DELLA
VALLE DELL’ANIENE, per mettere in chiara luce l’operato da inculturazione – e
quindi prezioso – di S. Benedetto e dei Benedettini, fino al sorgere delle
prime libertà comunali. Qualcuno più illustre di me ha utilizzato il mio lavoro
per prospettare l’ipotesi storica come indicatore per la
formazione e l’individuazione di un comprensorio.
L’Arch. sublacense Arnaldo De Luca, tra gli altri, apprezzò questo
mio studio.
Recentemente sono
stato invitato dall’Arch. sublacense Fabio Orlandi a
interessarmi ancora e di nuovo del territorio sublacense,
utilizzando le attualissime ricerche urbanistiche dell’Istituto NOMISMA di Bologna, che avanzano l’ipotesi dell’ingresso
del denaro privato- più interessato a sicuri risultati- nel settore urbanistico: la cosiddetta
urbanistica finanziaria. Altro lavoro
e altra fatica a cui mi sono sottoposto. Ma, non è mai troppo tardi.
UPSUBIACO
- In particolare quale l’attualità delle Sue
proposte per Monte Livata?
ARCH. PROSPERI
Oggi Monte Loivata non è concorrenziale, non ha piste accattivanti per
chi pratica lo sci a un certo livello. Quale, allora, la mia proposta? Due
fronti da battere: lo sci di fondo (non dimentichiamo che sulle piste
progettate dall’Arch. Luigi Lanciotti e da me, fu
svolto il Campionato Italiano assoluto
di fondo nel 1977). Sta crescendo il numero dei praticanti di questa
specialità. Ma soprattutto avanzo una proposta meno prevedibile: la montagna di
Livata così priva di pericoli, così dolcemente di
declivi e pendii può diventare la gioia invernale delle famiglie con figli
piccoli. Ripeto senza pericoli e opportunamente attrezzata con coloratissimi e
fantasiosi impianti di risalita,piste di pattinaggio sul ghiaccio, settimane bianche in technicolor.
Potrebbe divenire uno spazio significativo per la promozione della centralità
umana delle famiglie. La “Livata family fest” è ancora una carta possibile, per uno sviluppo
economico compatibile con l’attuale “filosofia” dei Parco e con un bacino
d’utenza come Roma e il suo hinterland.
UPSUBIACO
- Che cosa
consiglierebbe ai giovani architetti – locali e non – che cominciano solo ora
la loro carriera professionale nel settore di cui ci stiamo occupando?
ARCH. PROSPERI
Consiglierei ai
giovani architetti di studiare, leggere, navigare su Internet, viaggiare con
gli occhi aperti (Le Corbousier deprecava gli occhi
che non vedono…) e, talora, avere la pazienza di avvicinare chi ha fatto tutto questo per molti anni.
UPSUBIACO
- Nella Sua visione
di prospettiva, quale il ruolo dei Monasteri Benedettini di Subiaco ?
ARCH. PROSPERI
Il turismo
religioso è un gran volano economico perché investe una larga” fetta” di
persone specialmente della terza età. Io non mi limiterei alle sole visite ai
Monasteri Benedettini, ma lo legherei all’approccio con i centri storici minori
- ancora così ricchi di scoperte interessanti- e degli
altri centri di spiritualità presenti nell’area
(S. Francesco di Civitella, Santuario della SS Trinità, S. Biagio, etc….).
UPSUBIACO
- Un augurio per il
paesaggio, l’urbanistica, l’architettura e la vita del nostro ambiente e delle
nostre Comunità?
ARCH. PROSPERI
Ultimamente - per
interessamento dell’allora Assessore alla Cultura del Comune di Subiaco e ora
Sindaco Pierluigi Angelucci - ho dato alle stampe un
volume dal titolo:”Il culto romantico del paesaggio sublime”. Qui ho tentato, per
altra via- quella estetica per l’appunto- di restituire a Subiaco
quell’immagine incontaminata che gli artisti della penna e del bulino fino alla
prima metà del Novecento, con le loro opere, ci hanno lasciato in eredità.
Forse intuendo che lo scenario stava per cambiare.
Questa
pubblicazione è consultata e, fortunatamente, molto richiesta.”.