PRESENTAZIONE
del libro “Per
una critica della secolarizzazione”
a cura di Pasquale Serra.
Ne hanno discusso FRANCO CARDINI E MARIO TRONTI
Ha presieduto Walter Tocci.
Sala della Pace della
Provincia di Roma
Walter Tocci ha introdotto
l’incontro presentando Franco Cardini e Mario Tronti, nonché il curatore del
volume - frutto di un seminario presso il CRS - Pasquale Serra.
Sintesi
CARDINI -
Oggi l’Occidente vive una
grave crisi politica, culturale e sociale. E’ l’estrema maturità della
coscienza europea? Un frutto troppo maturo cade dall’albero!
Alla caccia di sempre
maggiori “liberazioni”, prima dalla teologia, poi dalla corresponsabilità
sociale, abbiamo avuto una politica “liberata” dalla morale e dall’etica.
Cominciò il Machiavelli, ma
poi tutto è andato oltre...
Siamo ormai
all’individualismo, all’individuo solo,
libero da tutti gli ostacoli ma schiavo della volontà di potenza individuale.
Dai diritti umani ai diritti individuali irrelati rispetto alti altri: “Tutto si può fare!”.
Cominciamo ora a critica:
-
Con l’Incarnazione, il
Cristianesimo ha desacralizzato l’universo. (Non così l’Islam e l’Ebraismo).
-
Oggi la perdita di senso va
contrastata a favore del vivere in comune: dall’individuo che diventa massa
alla persona sociale, fondata su valori ordinati.
Dal “Ballo Exelsior” delle magnifiche
sorti e progressive e dei lumi invincibili della scienza, alle nuove corresponsabilità
sociali.
“L’eclissi del sacro" ipotizzata da Sabino Acquaviva nei
lontani anni ’60 non c’è mai stata. Il cosiddetto ritorno al sacro è un equivoco causato dal fallimento della
secolarizzazione, che ci ha reso "liberi”...
come quando non si sa dove andare”.
Tra il’600 e il’700 si è
perso il contatto con l’animale sociale.
Papa Giovanni Paolo II ha
sintetizzato la situazione affermando che da Dio si è passati a “io”, lasciando
cadere
TRONTI
Il libro è “mosso”,
risentendo, com’è giusto, dei diversi apporti e delle varie sensibilità. La
secolarizzazione rappresentò un progresso, ma nell’ambiguità: ci ha
imprigionati nel capitalismo e nell’individualismo.
La cultura come disincanto del mondo (Max Weber) ci ha
fatto gettare con l’acqua anche il bambino...
Oggi l’incipiente critica
della secolarizzazione ci spinge a riformulare il rapporto uomo-sacro. Siamo
stati ridotti ad individui.”Libero è
bello”: ma non è bello l’indivualismo.
Allora, regredire al
comunitarismo chiuso ? Al “posto fisso”?
No. Si tratta di dare spazio
alla dimensione politica.
La secolarizzazione e la
laicizzazione - processi impliciti nella storia moderna ( ma da controllare e
criticare) ci hanno emancipato ma non
liberato.
Spingersi verso la tentazione
antimoderna, al ritorno puro e semplice alla tradizione, all’autorità, al
potere? Non è possibile né desiderabile!
Occorre non restare passivi. L’ideologia della secolarizzazione resta il
dominio, il nichilismo debole e
distruttivo.
Il rischio è il
fondamentalismo secolare, l’orgoglioso “divinizzarsi" della volontà di
potenza dell’uomo singolo.
Da questa situazione si esce
solo politicamente.
C'è salvezza nella storia? O
vale solo la salvezza ultramondana?
Il Cristianesimo ( con
l’Incarnazione) - se bene inteso - è una risorsa politica di trasformazione del
mondo.
La politica - a sua volta, se
bene intesa- non gestisce ma trasforma il mondo.
W. TOCCI - Derrida afferma... che Dio chiamò Abramo “ ma senza i giornalisti!”. Non rinunciare
alla Trascendenza nella trasformazione del mondo.
Ecco tre segni e forme della
secolarizzazione estrema. Gesù soffre nel Getzemani e intanto...Giuda
tradisce;Pietro rinnega;gli altri Apostoli dormono.
Solo dopo
Così dobbiamo fare noi, nel
nostro tempo e nel nostro mondo, in qualche modo possibile.
(Appunto di G.C.)