Rimboschiamo, rimboschiamo. Qualche cosa resterà!                                                           MONTE CALVO NON È PIÙ CALVO!

Verso Monte Livata

La natura carsica delle nostre colline e montagne della Valle dell’Aniene e lo sfruttamento boschivo del passato fanno sì che le pendici non siano boscose, come sarebbe desiderabile.

E questo è un problema, per la mancata “funzione regimante del bosco” sotto le piogge (qui più abbondanti che altrove), per le sorgenti, e per la bellezza e salubrità dell’ambiente.

Per fortuna non siamo ancora  al disastro ecologico.

Ma qualcosa si può fare, per esempio, piccoli e grandi  rimboschimenti lungo le due sponde  dell’Aniene. Rinfoltendo la “macchia mediterranea” e gli arbusti “improduttivi”.

Le esperienze del passato qui ci sono. Durante il fascismo si “piantarono” boschetti piccoli e piccolissimi, validi più che altro come parchi accanto ai paesi.

Negli anni ’70 il Corpo Forestale dello Stato in Subiaco realizzò, in economia, con i cantieri-scuola, un grandioso programma di rimboschimenti, tutti riusciti.

Alla base di Monte Calvo, il Maresciallo Fraioli, incoraggiato dai suoi superiori( tra cui, vogliamo ricordare il Col.  Crisci) provò a “piantumare” varie essenze (alberi) fino ad indovinare empiricamente quelle che poi avrebbero attecchito. E’ andata bene.

Monte Calvo non è più calvo! Ed è rimasto in piedi una piccolo e vario orto botanico, a testimoniare le prove realizzate.

Da allora nulla è stato più fatto. I boschi sono curati solo nel territorio dei Parchi Naturali dei Simbruini e  Tiburtini e Prenestini. In tutto il resto permane e aumenta il degrado.

La Regione e i Comuni dovrebbero di nuovo finanziare il Corpo Forestale dello Stato, perché, con metodo più scientifico, si riprenda un programma di rimboschimenti. Le scuole e i Comuni devono fare la loro parte attraverso la rinnovata “Festa degli Alberi”,  e,piantare alberi in parchi e giardini, in ogni buona occasione. Per esempio alla nascita di ciascun bambino! Il MIUR ha prodotto il progetto “L’albero”, suggerito dal settore Arredo-Legno delle Camere di Commercio. Questo per sottolineare anche il valore economico della silvicoltura, visto che l’Italia importa per miliardi di Euro legno pregiato e perfino legna da ardere!

g.c.