LA “PARTITA” DELLA VITA
Il Prof. LUCIANO CORRADINI, professore emerito di Pedagogia nell’Università di Roma III (festeggiato il 12 gennaio alle
Ha trattato il tema con grande visione
pedagogica, cioè di teoria dell’educazione e della scuola.
Grande pedagogia, breve appunto di sintesi steso da un
ascoltatore. Eccolo.
La “nuova” disciplina scolastica in via di definizione, “Cittadinanza e Costituzione”, è un
altro modo di formulare il grande progetto “Star
bene con se stessi; star bene con gli altri; star bene con le
Istituzioni”, del 1993.
Nelle famiglie il dialogo genitori-figli è più agevole che quello
nonni-nipoti, per molti motivi. “Non
aspettate la vecchiaia per capire che Dio ti ha creato e che gli altri hanno
bisogno di te!”.
Le ricerche sociali in atto (Eurispes, Censis, IARD) indicano una “generazione precaria, provvisoria”,
troppo presa da una continua e dolorosa autoanalisi, un “guardarsi l’ombelico”
che non costruisce nulla. I dati dicono che il 40% dello scambio sociale è sano, mentre il 60% è fasullo. Terribile! Occorre
distinguere nella TV e nella vita “chi ti
tocca il cuore”. Nichilismo, narcisismo, individualismo e carrierismo portano
fuori strada. L’Abbé Pierre e Emmanuel
Lévinas ci parlano dell’altro, del volto dell’altro, che ci interpella e ci orienta,
appunto, all’altruismo.
I giovani non devono tentare di diventare
famosi (“ Saranno famosi!”), ma di essere
eroi dell’amore per gli altri. La
bontà è propria della persona umana: non solo se stessi; ” il mondo non comincia con me”; dall’autocentrismo infantile, al “decentramento”, alla considerazione del
punto di vista dell’altro. Sentirsi evangelicamente un tralcio della vite.
Nella storia arcaica di Roma si ipotizza che i ricchi cominciarono ad
organizzare la res publica
mediante il bene comune, e solo dopo
integrarono i poveri. Il fossato tra i gruppi sociali deve essere colmato.
Ai giovani deve essere proposta anche la bellezza delle cose, della natura, dell’arte, degli altri. Oltre
alle pulsioni istintuali, ci sono le
idee di bontà e di bellezza: “Ci salverà lo splendore del bene!”, la
bellezza che non sfiorisce. Dal Cantico delle
creature, si passi al vero, al bello, al buono, nel
processo educativo, anche mediante domande socratiche. Ma più che educare dall’esterno, dobbiamo suscitare, risvegliare, attraverso la cultura e il dialogo.
Immaginiamo una
partita di calcio. Niente di più familiare ai giovani ,
anzi a tutti.
Giochiamoci una partita, nel difficile gioco della vita.
E' in campo
Con la maglietta “D” giocano
terribili giocatori: “Disagio”, “Disaffezione”, “Dispersione”, Demotivazione”,
Devianza”, “Droga”, “Delinquenza” …
Nella Squadra “S” giocano:”Salute”, “Scuola”,
“Sviluppo”, “Solidarietà”,”Simpatia”,”Sport ben fatto”, “Sicurezza nella scuole
e nelle strade”, “Sessualità bene intesa”, “Senso”, “Sacro”, Sacrificio”,”
Spendersi”, “Simpatia”, “Speranza”,”Sussidiarietà”…
Anche se si perde talvolta una partita, il Campionato va avanti. E’ il campionato della vita: non si può
mollare. I giocatori e tifosi
si identificano con la squadra : non devono identificarsi solo
col vincitore del momento, ma essere fedeli alla propria buona squadra. Ma ci
si identifica perché qualcuno ce lo propone, ci indirizza, ci orienta e suscita
entusiasmo.
Prendiamo esempio anche dai grandi “laici”: Calamandrei,
Bobbio…
E la partita della scuola? Vediamo altri giocatori positivi: “Concorrere col lavoro e lo studio al
progresso sociale (art.4 della Costituzione)”, “Apprendimento”, “Ascolto”,
“Accordo”, “Allegria”, e, poi, “Persona”, “Poesia”, “Partecipazione”, “Pace”,
“Dignità”, “Democrazia”, “Diritto”, “Delicatezza”.
Senso generale e obiettivo della “partita” della vita: conquista della SALUTE, come pienezza psicofisica per
sé e per gli altri. Questa è
vera pedagogia.
Peccato che a L’Aquila, nel post- terremoto, nessun giornale o
televisione abbia parlato del gran lavoro fatto dalla scuola! Quella bontà meritava di far notizia.
“Cittadinanza attiva” fa
conoscere il bene e fa bene il bene.
E’ un modello della grande partita.
(Appunti a cura di Giuseppe Cicolini)