RECENSIONE
Stéphane Hessel
“INDIGNATEVI!”
Ed. add Torino, € 5,
pagg. 61.
E’ il caso letterario - editoriale francese ed europeo.
Un novantatreenne ha sentito il dovere di
lanciare il grido: “Ribellatevi. Creare è resistere. Resistere è
creare”.
Contro chi? Perché? Tutto in poche pagine ,
corredate da una post-fazione dell’editore francese, sorpreso del successo;
l’appello dei Resistenti alle giovani generazioni 8 marzo 2004 e la
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Ecco, in sintesi, le risposte:1) ribellarsi al fatto che i ricchi siano sempre più ricchi e
i poveri sempre più poveri; 2) contro la tenuta in soggezione del popolo
palestinese ;3) contro ogni violazione dei Diritti
Umani nel mondo, in Europa e accanto a noi!
Hessel sostiene che la sua generazione
fece una scelta netta: contro l’occupazione nazista della Francia e dell’Europa.
I giovani di oggi devono fare scelte più ardue, che impongono conoscenza e
discernimento critico. Ecco perché “una vera democrazia ha bisogno di una stampa
indipendente”. I capitoletti: ”Il motore della Resistenza è l’indignazione”;
“Due
visioni della storia”; ”L’indifferenza: il peggiore degli atteggiamenti”; ”La
mia indignazione riguardo alla Palestina”; ”La non-violenza, la strada che
dobbiamo imparare e percorrere”; “Per un’insurrezione pacifica”.
Il libretto si legge tutto d’un fiato. E fa
riflettere. Non si può restare sempre nella “partecipazione degli assenti”. La
realtà ci interpella personalmente… e noi guardiamo le televisioni! E’ mitico
che la mano invisibile, la “dittatura dei mercati finanziari” alla
fine aggiusterà tutto. Al contrario, quel sistema, se incontrollato, “minaccia la pace e la democrazia”.
Per quanto riguarda la Palestina, la Striscia di Gaza e la
Cisgiordania, Hessel - ebreo perseguitato - ha idee
chiare. Senza terrorismo e repressione,
occorre giungere alla pace per tutti. Il metodo universale gandhiano
è la non-violenza, perché ”la violenza volta le spalle alla speranza”.
Circa i Diritti Umani, Hessel, nel
1948, allora giovane Capo di Gabinetto di E. Laugier,
Vice Segretario Generale aggiunto dell’ONU e Segretario della Commissione dei
Diritto dell’Uomo, si batté, a fianco di Cassin,
perché si chiamasse Dichiarazione Universale
e non semplicemente Internazionale. A significare che non c’erano barriere
nazionali contro questi Diritti sulla dignità di tutte le persone umane e di
ogni singolo umano, in ogni tempo e in ogni luogo. Purché ci si indigni quando
questi diritti vengono negati, anche ad un solo povero, rifugiato, immigrato,emarginato, Rom… .“Ai giovani dico:guardatevi
attorno, e troverete gli argomenti che giustificano la vostra indignazione, il
trattamento riservato agli immigrati, ai sans papiers, ai Rom. Troverete situazioni concrete che v’indurranno
a intraprendere un’azione civile risoluta. Cercate e
troverete.”
G.C.