“Immigrazione: conoscenza e solidarietà”
Rapporto Caritas 2009-
In evoluzione la situazione nella Valle dell’Aniene
Mons. Nozza, Pittau, Geneviève Makaping, Mons,
Schettino e l’On. Fini hanno dato vita
ad una riunione di grande rilievo per
presentare il XIX Rapporto- 2009 - della Caritas/Migrantes.
La grande stampa nazionale ha sintetizzato - fino allo
spot- i vari interventi.
Tentiamo di farlo anche noi, con l’attenzione rivolta
anche alla Valle dell’Aniene.
MONS NOZZA - L’ispirazione
generale è l’Enciclica “Caritas in
veritate”. Oggi i grandi problemi del mondo sono “sepolti” dai vaniloqui.
Ci sono trappe disuguaglianze
tra le persone da luogo e luogo, in Italia e nel Mondo.
Occorre coniugare nei fatti
solidarietà e sicurezza. Dare a tutti
vita e speranza. Evitare ogni forma di
xenofobia, anticamera del razzismo.
Ci
vuole “accoglienza dal volto umano”.
Dopo
il DISCUSSO “PACCHETTO SICUREZZA”,
ATTENDIAMO UN VERO “PACCHETTO
INTEGRAZIONE”.
PiTTAU
- Occorre passare:
a) dagli irregolari ai
regolari;
b) dagli immigrati-delinquenti
agli immigrati-lavoratori;
c) da stranieri a nuovi
cittadini.
MAKAPING, Italiana e
camerunese - giornalista e docente di antropologia culturale - E’ fiera di
essere finalmente Italiana. Ma è stata dura!
E’ fiduciosa che l’Italia cambierà in meglio.
MONS. SCATTINO - Occorre “vedere, giudicare e agire”, come suggerisce il Vaticano II. Non
rendere ossessiva la preoccupazione della sicurezza mediante la costruzione
mediatica del pregiudizio anti-immigrati.
ON. FINI - Negli USA negli anni ’10 del ‘900 erano gli
italiani il bersaglio. Lavoriamo per l’integrazione sostanziale: non assimilazionismo alla francese; non multiculturalismo “separatista"
all’anglosassone. Sì alla condivisione dei valori di fondo - dei diritti umani
e costituzionali, rispettando,nei limiti del possibile, anche le storie e le
culture dei paesi di origine.
Si al voto amministrativo e
si alla cittadinanza italiana dopo 5 anni di regolare permanenza in Italia e,
per i giovanissimi, subito dopo la scuola elementare. Così dovrebbe essere in
Italia, in Europa e nel mondo.
E’ NELLA VALLE DELL’ANIENE?
Dopo la quantità di immigrati residenti, occorre pratica la qualità dell’integrazione.
In attesa della pubblicazione
dei dati analitici relativi alla presenza di immigrati in Roma e Provincia, si
conferma che tutti i singoli Comuni della Valle dell’Aniene registrano la
presenza di lavoratori immigrati . I dati del 2007 e 2008 risultano aumentati.
-lavoro; abitazione; scuole e
successo scolastico; religione e culto; cultura, sport e tempo libero, da
fruire insieme agli autoctoni, con naturalezza. La scuola dà l’esempio della
migliore interazione-integrazione.
Si delineano a Tivoli e negli
altri Comuni dell’Aniene le iniziative:
-incontri pubblici sulla
storia, cultura e tradizioni degli
immigrati, aperte a tutti;
-arte, musica e teatro di
tradizione;
-cibi etnici;
-sport aperti ai giovani
immigrati;
-incontri con mediatori
culturali a scuola;
-corsi di lingua e cultura
italiana;
-cultura costituzionale per
tutti;
-visite al Museo dell'
Emigrazione italiana al Vittoriano.
Intanto nel territorio Aniense segnaliamo alcune
persone impegnate sui temi dell’immigrazione, come operatori anche specialistici:
-èquipe della Caritas di Tivoli, con le sue
articolazioni settoriali e territoriali;
-le dott.sse Grazia Sbraga, Carla Aprilini e Maria
Pelliccia a Subiaco.
Per l'animazione e la “coscientizzazione” sui temi
migratori: Prof. Walter Frattici e “Città dell’uomo”; Università Popolare di Subiaco, Associazioni
culturali in Tivoli e in altri Comuni Aniensi:
E contiamo che non vedremo più sui muri delle nostre
cittadine quelle odiose scritte razziste ( e stupide)!
G.C.