Il museo di Bassiano (LT)

 

A circa due ore da Subiaco vale sicuramente una visita, A Bassiano, vicino Latina c’è un museo dedicato a Aldo Manuzio dove è possibile ripercorre l’evoluzione dei linguaggi della scrittura che l’uomo ha nei secoli usato  per lasciare traccia. Si entra attraverso una antica porta e un acciottolato sormontato da una costruzione voluta dalla famiglia Caetani dove oggi sono ospitati, oltre il museo, anche gli uffici comunali, un’auditorium e sala Consiliare. Accompagnati dalla cortese e competente Sig.ra Rosaria che ci fa ripercorre la via delle scritture. Una piramide realizzata con tavolette di argilla, testimonianza dei popoli della Mesopotamia poi pergamene degli Aztechi e Maya per arrivare agli ideogrammi cinesi. Dalle lettere che le “poste” hanno consegnato in tutti i luoghi e con tutti i mezzi sempre più evoluti fino al computer e smartphone con ciat e sms le cui tracce non sappiamo se resteranno ai posteri. Altre sale portano a celle di carcerati che scrivono graffiti sui muri, un’altra stanza dove è riprodotta una classe della scuola degli anni ’50 con banchi, quaderni pennini. In un'altra definita “Sala del possesso” dove l’uomo appone marchi a fuoco con le sue iniziali su oggetti e animali….e dove le donne cuciono iniziali sulla biancheria. Un angolo è riservato agli ex voto. Infine una stanza è adibita a laboratorio dove le scolaresche vengono invitate a ripercorre le varie tappe dell’evoluzione della scrittura cimentandosi l’argilla, carta fino al PC. Non sarebbe male nascesse nella nostra Provincia di Roma una “via della stampa” che portasse da Vicovaro, Subiaco, Genzano e sforando fino a Bassiano (LT).

A Vicovaro grazie al contributo di Marcantonio Coccia detto il Sabellico nacque a Vicovaro intorno all’anno 1448. Marcantonio Sabellico iniziò gli studi di grammatica a Vicovaro sotto la guida di Nicola Carsio, abate del monastero di San Cosimato. Adolescente, si trasferì a Roma. Nel 1485 si trasferì a Venezia: per affermarsi, progettò di scrivere una storia della città dalle origini ai suoi giorni intitolata Historiae Rerum Venetarum (storia della Repubblica di Venezia) in 32 capitoli, suddivisi in periodi di 10 anni. Quest’opera, che divenne testo scolastico di storia, fu talmente apprezzata dai politici e dai nobili che gli valse una rendita vitalizia annua di duecento ducati d’oro. La prima edizione fu del 1486.

A Subiaco i chierici  A. Pannartz e C. Sweynheym, giungono nel Monastero di S. Scolastica nel 1464 dove impiantarono la prima stamperia operante in Italia Italia. A Subiaco stamparono tre sole opere ma di buona qualità: il De civitate Dei di s. Agostino;  la Piccola Grammatica Latina del Donato; il De Oratore di Cicerone e tre opere del Lattanzio: Divine institutiones, De ira Dei e De opificio hominis.

A Bassiano con Aldo Manuzio, illustre umanista nato nella cittadina lepina nel 1445 circa. Si recò successivamente a Venezia nel 1488 e trascorse i primi cinque anni ad impratichirsi del mestiere e ad organizzare la propria azienda tipografica. Rinnovò il carattere tipografico ideando lui stesso e facendo realizzre da Francesco Griffo il celeberrimo “aldino” o corsivo. Nel 1499 stampò il più bel libro illustrato del RinscimentoHypnrotomachia Poliphili. Morì a Venezia nel 1515.

Giovanni Meroni e Massimo Cicolini