IL 150°ANNIVERSARIO DELL’UNITA’ D’ITALIA

Prepararsi in tempo per celebrazioni significative

 

A Torino, a Roma e in ogni centro importante ci si prepara alla celebrazione del 150^ anniversario dell’Unità d’Italia, nel 2011.Un Comitato nazionale è al lavoro.

Se non si vuole ridurre tutto a semplici cerimonie, occorre prepararsi in tempo, anche a Tivoli, a Subiaco e nell’intera Valle dell’Aniene.

E’ bel vero che nella Valle dell’Aniene l’unità arrivò solo nel 1870, per cui il nostro

Anniversario nel 2011 sarà solo il 141^, ma questo non ci autorizza a perdere tempo.

Suggeriamo di istituire fin da ora un nostro Comitato “ad hoc” per l’intera Valle dell’Aniene, promossa dalla Provincia di Roma e con sede operativa a Tivoli.

Una delle iniziativa da avviare è un CONVEGNO STORICO SULLA SITUAZIONE

SOCIALE, ECONOMICA E CULTURALE DELLA VALLE DELL’ANIENE AL “PASSAGGIO” DALLO STATO PPONTIFICIO ALLA UNITA’ D’ITALIA.

Deve trattarsi di un bilancio, con i suoi capitoli riferiti al potere, alle classi sociali, alla istruzione, al lavoro, alle arti.

Storici locali e storici accademici sono invitati ad impegnarsi: è la loro specialità.

E cosi pure importanti istituzioni locali quali i Comuni, le Parrocchie, le Associazioni professionali, le scuole, gli Ospedali , l’Amministrazione Giudiziaria: tutti hanno un loro specifico bilancio tra tracciare quando si estinse lo Stato Pontificio e subentrò il “Regno di Vittorio Emanuele”, come dicevano i nostri vecchi.

Poi occorre una sintesi oggettiva da parte di storici “professionisti”.

Solo così sarà finalmente ricucita la ferita che, a livello profondo, permane ancora nella coscienza civile di cittadini cattolici, “liberali” ex risorgimentali, eredi del pensiero e dell’azione di Garibaldi.

La memoria storica ci salverà dalle molte riserve occulte, che affiorano di tanto in tanto nella scuola, nella pubblicistica, nel dibattito in seno alle Associazioni culturali locali, che si può esprimere così:”Fatta salva la buona fede dei protagonisti dell’epoca della nascita dell’Italia unitaria, come si presentava, veramente la situazione intorno al 1870? Se ne deve parlare apertamente visto che ormai la distanza storica è sufficiente a sopire ogni sospetto tra clericali e anticlericali, “patrioti” e  “papisti”.

Al termine dell’operazione culturale, non ci saranno vincitori e vinti ma solo una generazione più consapevole del suo “passato che non passa”.

A questo serve la  conoscenza storia  quando è seria e non ideologica.