IL PAESAGGIO
AGRARIO SUBLACENSE
E dell’alta valle
dell’Aniene.
E’ uno dei pregi dell’ambiente “Aniense”. Il suo carattere dominante è il nostro fiume; storico, cantato da poeti
e illustrato da pittori, in attesa di una “rinaturalizzazione” e del lancio del Parco naturale dell’Aniene.
Fino a pochi decenni fa, le coltivazioni agrarie coprivano tutta l’area,
sfumando nel bosco e nelle cime arrotondate dei nostri pre-Appennini.
Le campagne erano tutte “pettinate” fino a quote rispettabili: con oliveti e
vigneti. Questo sussiste solo nei colli del basso corso dell’Aniene, a contatto con
Molte coltivazioni, non più economiche, sono venute meno. Il bosco ha
ripreso vigore, ma talvolta la “forte” vegetazione richiama l’abbandono puro e semplice,
anche accanto alle sponde dell’Aniene. Fagiolini, cipolle, barbabietole quasi
non si coltivano più. Lo sguardo di chi risale la valle dell’Aniene è attratto dal verde dei boschi e dai molti fiori
che abbelliscono i lati della strada. L’impressione è di un ambiente agrario
ispido e un po’ selvaggio, rispetto a quello dei Castelli Romani e della
Sabina. Ma questo aggiunge fascino…
Il fatto poi che cacciatori e pescatori di fiume abbondino sul posto e
giungano anche da lontano, rende l’idea che qui,accanto
ai paesi antichi e rinnovati dalle costruzioni moderne, convive uno stile di
vita che ha radici arcaiche.
Nel caso di Subiaco le
caratteristiche sono più marcate. Le campagne sussistono ancora, dopo l’andata
post-bellica del “boom” delle
villette, ma le coltivazioni sono a macchia di leopardo e visibilmente non
hanno peso economico: nessuna famiglia vive soltanto di agricoltura o di
allevamento. Le caratteristiche “tenne”,
ricovero precario di edilizia povera,
per i contadini, durante le stagioni dei lavori in campagna, sono scomparse o
trasformate in villette. E’ nato qualche agriturismo, passaggio dall’economia
agraria a quella al servizio del
forestiero, apparentemente in espansione…
I Parchi naturali dell’Aniene e dei Lucretili hanno
questo compito rilevante: custodire e migliorare il paesaggio in generale e
anche il paesaggio agrario, solo apparentemente fuori delle loro competenze. Siamo nella mani
di qualche saggio architetto naturalista.
I risultati si valuteranno anche con l’aumento del flusso turistico. Il
visitatore vuole un bell’ambiente naturale, grande pulizia, alta qualità dei
servizi di accoglienza in relazione coi bassi prezzi, una ricca offerta di iniziative culturali
permanenti (monumenti e musei) e periodiche(manifestazioni culturali e
artistiche).
Con programmi noti
con un anno di anticipo e pubblicizzati dai migliori tour operator.