“IL
NUCLEARE: IL FUTURO O IL PASSATO?”
Serio e partecipato
dibattito tra Margherita Hack ( in video-conferenza)
Gianni Mattioli, Marco Bersani e Andrea Masullo, al Centro di Cultura Ecologica (CCE) , presso il Parco di Aguzzano.
Al fuoco
dell’attenzione i temi del nucleare : “panacea energetica” per rilanciare lo
sviluppo e “ male minore per non dover
dipendere da carbone e petrolio o terribile minaccia alla sicurezza e alla
salute dei cittadini e all’integrità degli ecosistemi?”
Occorre davvero più
energia? E’ giusto “rilanciare” indefinitamente lo sviluppo?
Queste le
affermazioni principali
riecheggiate.
-Risparmio enegetico e fonti rinnovabili sono una grande risorsa,
ancora poco esplorata. I Laboratori CNR di Montelibretti
sono impegnati - a livello mondiale - a studiare le potenzialità del solare nei
vari macro-ambienti: deserti, distese marine, grandi città.
-E’ bene non
fermare la ricerca, neppure nel nucleare, in attesa di disporre, tra una decina
di anni, delle procedute ,e, tra un secolo, dei risultati
della fusione nucleare, senza rischi di scorie. Intanto occorrono centri
di produzione energetica NON NUCLEARE diffusi nel territorio.
-Disponiamo di vari
specialisti di altissimo livello (fisici, chimici, biologi, ingegneri,
giuristi) su singoli aspetti del nucleare: difficile essere specialista del
problema nucleare
complessivo. Pertanto, in presenza di
interessi economici enormi, occorre che l’opinione pubblica e la politica siano
poste in grado di esprimere un’opinione informata sul da farsi,senza deleghe in bianco a
specialisti.
-Rifiutiamo che a
decidere tutto sia il mercato , per di più che siano i settori meramente finanziari del
mercato globale. La vita del pianeta non può essere delegata alle Borse di
domani!
-Come ai tempi dei
filosofi pre-socratici, acqua, aria, terra e fuoco (oggi per fuoco
s’intende energia) devono servire per la vita e la salute di tutti i viventi,
non per potere e lucro di pochi.
- Il problema delle
scorie nucleari lo abbiamo già, anche senza nuove centrali: occorrono 1000 anni
per ” azzerare” scorie a “bassa intensità” e 250.000 anni per il plutonio.
-Non diamo tutto
per scontato. Un nuovo modello di sviluppo è possibile, oltre il modello del
carbone, del petrolio e del nucleare. Hanno cucito addosso al mondo un vestito
e poi si sforzano di farvi aderire il corpo. Cambiamo abito, in funzione delle
esigenze del corpo!
-I cambiamenti climatici dipendono dalle attività
antropiche. Inutile nergarlo ancora!
-La sicurezza va riconsiderata alla luce dei tanti
incidenti nelle centrali atomiche e soprattutto in quelle giapponesi. La
sicurezza totale si avrà solo con l’energia prodotta con la fusione. Per i prossimi trenta anni non resta che
migliorare e incrementare le piccole e diversificate fonti di energia diffuse
nel territorio, riducendo gli sprechi.
g.c.