I ROMENI, EUROPEI TRA NOI…

Nell’Accademia di Romania in Valle Giulia è stato presentato e analizzato il volume bilingue italiano/romeno edito dall’Idos, Sinnos, Caritas Italiana e Caritas Romania “I ROMENI IN ITALIA - tra rifiuto e accoglienza”.

Ora necessita anche una riflessione comune sulla realtà in Tivoli e nella Valle dell’Aniene

E’ stato tutt’altro che un incontro “accademico”. Sono emerse due linee interpretative sulla realtà dei Romeni in Italia. Da una parte i due rappresentanti governativi, a livello di Direttori Generali, che contestano che nel titolo del libro sia scritta anche la parola “rifiuto”.Tutto andrebbe bene, anche se ci sono stati episodi isolati di mancata accoglienza…Dall’altra, il presidente della Commissione Integrazione Immigrati del CNEL dott. Alessandrini, che ritiene che il rifiuto sia reale, alimentato da politiche che inducono alla percezione solo negativa del fenomeno immigratorio. Un rapporto dell’Osservatorio Immigrazione della camera dei Deputati ha rilevato che , restando solo ai giovani italiani , il 45% è genericamente “contro” gli immigrati: con molti xenofobi e l’11%  razzisti dichiarati! Le scuole, le famiglie e il “territorio” hanno molto da lavorare per l’integrazione-interazione positiva con i Romeni presenti tra noi.Ma il “la” deve essere dato dalla politica: non basta l’ossessione della sicurezza. Enti Locali e Chiesa fanno il loro dovere umano e cristiano: ma tutti devono fare di più e meglio. E la posizione delle due Caritas, italiana e romena? Esse presentano e aggiornano le statistiche reali (con i dati oggettivi sulla presenza, il lavoro, le abitazioni, le infrazioni alle leggi e la vera e propria criminalità) che disegnano una situazione tutt’altro che drammaticamente negativa. Non nascondono i problemi, ma ne indicano la soluzione solidale. Che fare allora? Continuare a studiare, osservare, chiarire e cercare di convincere l’opinione pubblica che i Romeni non sono un pericolo per l’Italia, anzi…. Per accelerare il tempo dell’integrazione, oltre alla mente razionale “occorre conquistare il cuore della gente!”.

Veniamo al libro. La parte in italiano ha in copertina  una stilizzata Colonna Traiana (un film sulla conquista romana della Dacia, ora Romania); nella parte in lingua romena una colonna di un artista romeno contemporaneo. 

I capitoli: “L’immigrazione romena in Italia nel quadro di un’Europa allargata”, (Mons. Vittorio Nozza); Romania: immigrazione e lavoro in Italia prima e dopo l’allargamento” (Antonio Ricci);Integrazione sociale e lavorativa: Il punto di vista della collettività romena in Italia” (Andreea  Raluca Torre); Le immigrazioni romene ad alta qualificazione in Italia” (Maria Carolina Brandi); “ I neo-comunitari romeni e l’immaginario degli italiani:riflessioni sociologiche statistiche (Rando Devole e Franco Pittau);” I minori non accompagnati romeni in Italia. Migrazioni e ritorno” ( Laura Ildiko Timsa);”Gli effetti della migrazione internazionale sulla Romania degli ultimi due decenni” (Alexandru Cosmin Lupu); “Gli italiani in Romania oltre un secolo fa” ( Antonio Ricci ).

Ed ecco le principali indicazioni emerse nel convegno.

-Più che di immigrati romeni dovremmo parlare di mobilità sociale europea, segno di dinamismo.

-Occorre un partenariato strategico Italia-Romania, in dimensione europea;

- I Romeni presenti in Italia sono circa un milione: 700.000 sono i lavoratori, che guadagnano circa 800 il mese; in maggior numero sono presenti in Piemonte e poi a Latina, Viterbo e a Roma e Provincia.

-I Romeni in Italia sono imprenditori nell’edilizia, manifattura e trasporti; dimostrano attaccamento all’Italia; nel 36% parlano italiano anche in famiglia; sono tenaci nel lavoro; garantiscono lo import-export tra Italia e Romania.

-50.000 Romeni sono nati in Italia e 9.00 hanno la nostra cittadinanza.

-E’ offensivo che si neghi il campo di calcio comunale per una partita con rappresentativa locale romena.

-i Romeni  fra noi sono cattolici  o ortodossi: sempre portatori di un messaggio di pace e di un sano ecumenismo dal basso. Gli uni e gli altri sono assistiti d sacerdoti romeni e utilizzano chiese messe a disposizione dei Vescovi italiani.

Secondo il direttore della Caritas Romania:”comunque la si inquadri, l’immigrazione romena- pur con i suoi problemi-  è un apporto positivo per l’Italia .I criminali vanno puniti ma la brava gente romena va lasciata in pace e va accolta con affetto”. Sarebbe paradossale che  due popoli così imparentati non riuscissero a camminare insieme, nel segno della solidarietà indicata dal Magistero pontificio e dalla Unione Europea.

G.C.