RECENSIONE
ARMANDO MATTEO “LA PRIMA GENERAZIONE INCREDULA”-
Il difficile rapporto tra i giovani e la Fede- Ed. Rubbettino,
Soveria Mannelli (CZ) - € 10,00
Cresce nei nostri tempi l’esperienza religiosa “diffusa” tra i
giovani, “ma di giovani in chiesa se ne vedono sempre meno….”. “Non sanno
perché dovrebbero pregare. Nessuno li ha abituati a
sviluppare nel loro cuore antenne verso Dio”. “Sono
increduli, semplicemente increduli”.
E’ sempre stato così per i giovani? No. Per questa prima generazione incredula il Vangelo deve
diventare veramente una BUONA NOVELLA
per la vita e oltre la vita..
Occorre saper ascoltare questi giovani problematici. S.
Benedetto, nella sua “Regola” scrive: ”E’ spesso proprio al più giovane
che il Signore rivela la soluzione migliore”.
Ma intanto, questa generazione :
- “fatica a sillabare l’alfabeto cristiano”;- le sfugge “ il
bisogno di senso e di sacro”, e di “sintonizzarsi alla parola di Gesù”; -“fatica
a riconoscere nella prassi liturgica il luogo dove imparare a conoscere il Dio
dell’amore e l’amore di Dio”. Ci sono le
domeniche senza Messa. Cresciuti “ a
merendine e cartoni animati”, risentono la “distanza” dal testo biblico e dalla
liturgia dei loro stessi genitori, non più legati a devozionismi
privati, ma ancora lontani da approdi conciliari, "cum Ecclesia". Poi c’è anche l’atteggiamento polemico. Per alcuni
la Chiesa esprime solo una religione
civile. Serve per controllare la società? O è una potenza di tipo politico. Tutto
questo allontana ancora di più i giovani e giovanissimi dalla vita cristiana
autenticamente vissuta.
L’Europa, inoltre, si presenta arida di ispirazioni
religiose, e unita
solo nel laicismo più o meno espresso.
C’è da rimboccarsi le maniche e finalmente “comunicare il Vangelo in un mondo che
cambia”: anzi, che è già cambiato.
G.C.