STUDENTI DELLA “GENERAZIONE ERASMUS”
Un
modello anche per
Due milioni di studenti hanno fatto o fanno l’esperienza di un anno di studio all’Estero, per poi
tornare nelle scuole superiori italiane o all’Università. Intanto hanno saggiato
un “altro mondo”scolastico, civile, politico. Partono per imparare bene una
lingua ( anche i sottintesi,
il non detto, la mimica).
Ma in realtà imparano tanto di più nel modo di essere
e di comportarsi. Assimilano altri valori da confrontare con quelli di cui sono
portatori.
E’ tutt’altro che una fuga di
cervelli. E’ un ping pong di vita
e di idee, che vince le strettoie del localismo e del
familismo.
Si tratta di studenti che, vinto ogni timore ( anche dei genitori), si sistemano in famiglie idi
un Paese europeo o extra-europeo, imparano la lingua del luogo e la lingua
inglese, studiano secondo il curricolo del luogo e poi tornano.
Ma tornano rinnovati, motivati, attrezzati ad
affrontare anche da noi i problemi che li attendono, mediante un’ottica globale e locale.
Si tratta di diventare “diversamente italiani”, rimanendo
“legati” alla loro terra e al destino delle loro
città.
g.c.