FERNANDO PROIETTI
Collaboratore di Benedetto Tozzi- Da apprendista a pittore!
Fernando Proietti deve ancora decidersi se e quando immettere i suoi pennelli di pittore nella vaschetta dell’acqua ragia...e riprendere a dipingere.
Nella pittura ha avuto una difficile partenza. Poi si è espresso pienamente, ma sempre un modo discreto e silenzioso. Adesso, dopo un periodo di silenzio, potrebbe ricominciare a dipingere. E’ Sarebbe ora!
A 17 anni cominciò a lavorare....
Il pittore sublacense Benedetto Tozzi lo impiegò nei grandi lavori di restauro nei Monasteri Benedettini di Subiaco. Egli custodiva i materiali per il restauro e anche le tecniche sugli stessi. Lavorava con lena e osservava tutto.
Il suo Maestro Benedetto Tozzi, con i suoi modi un po’ spicci, quasi non si rendeva conto che quel giovane Fernando non perdeva una sua parola o un suo gesto. Proprio come avveniva nella celebrate botteghe dei pittori del Rinascimento. L’insegnamento era diretto, non mediato da tante parole: “sedendo e lavorando accanto al Maestro”.
Dopo aver tanto armeggiato nel restauro agli ordini del Maestro Tozzi,cominciò, quasi per gioco, a usare i pennelli.
Inutile dire che il suo modello - per tecnica, colori, impianto generale del quadro - era solo e sempre Benedetto Tozzi.
Il colore, soprattutto il colore “la fantasmagoria di colori” come diceva Benedetto Tozzi, autorevole rappresentante della storica Scuola Romana, deve aver affascinato Fernando.
I soggetti erano vari, e si presentavano quasi da sé: una veduta autunnale dei “Cappuccini”, fiori e fiori , figure. Un riconoscimento è arrivato ora a Fernando Proietti mediante la sua immissione nel comitato organizzatore della grande mostra delle opere Benedetto Tozzi allestita in Santa Scolastica, e che consentirà alla critica italiana di rifare i conti nella valorizzazione del pittore sublacense.
Fernando Semproni si è sempre considerato un artigiano del pennello. Ma è solo per modestia e riservatezza.
(G.C.)