FRATEL ROBERTO
MANCINI, MISSIONARIO RELIGIOSO SUBLACENSE IN INDONESIA
E’ rientrato in
questi giorni a Subiaco il missionario religioso Fratel
Roberto Mancini, provenendo dalla sua terra di missione: l’Indonesia.
Fratel Roberto è figlio della terra sublacense, frequentatore assiduo della Chiesa e delle
attività giovanili di Azione Cattolica in S. Maria della Valle. La sua famiglia
era radicata nella pratica cristiana.
Così Roberto crebbe nella disciplina del lavoro in campagna e
dell’evangelizzazione (allora si diceva “apostolato”) tra i giovani, sulle orme
di Dante Orlandi.
Aveva maturato le
sue scelte umane e cristiane quando si orientò verso la missione, dove avrebbe
testimoniato Gesù Cristo anche mediante la promozione umana tra i contadini e
pastori indonesiani.
Qui mise in valore
tutte le sue competenze. Orientò l’allevamento bovino e la costituzione di
Cooperative agricole e zootecniche.
L’ambiente maggioritariamente musulmano non gli impedì di farsi
apprezzare per la serietà, competenza e il disinteresse personale.
Le tensioni
presenti nella società indonesiana si fecero comunque sentire anche a lui.
Talvolta, in
viaggio nella corriera, si sentiva apostrofare perché mai non si fosse sposato,
visto che per l’Islam “ il matrimonio è la metà della religione”. Egli
rispondeva amabilmente che aveva sposato una causa più grande,
Ma in modo più brusco
il Governo indonesiano impose a tutti i missionari: o diventate cittadini
indonesiani a tutti gli effetti, oppure via di qua! Egli scelse di rinunciare
alla cittadinanza italiana per quella indonesiana. Il suo passaporto
indonesiano gli impone una serie di laboriose prassi alle frontiere e negli
aeroporti europei e italiani come “extracomunitario!”. Ha avuto il coraggio di
scegliere: ma nonostante tutto è riuscito a rimanere sempre e solo cittadino
italiano.
Tornando altre
volte a Subiaco, tra i suoi parenti e amici, riceveva qualche piccolo aiuto. “Altre
poche vacche da comprare per i miei amici indonesiani!”, diceva.
Questa volta il
ritorno a Subiaco ha una solennità particolare. Nelle intenzioni di Fratel Roberto la sua ascesi cristiana e missionaria è ad
un punto alto, con corso di formazione permanente che si concluderà con il
pellegrinaggio in Terra Santa.
Il Signore lo
benedice!
Ed ora qualche
domanda a Fratel Roberto Mancini
Domanda 1. Quale
fatto specifico ti fece decidere per la missione?
In me è avvenuto
come agli Apostoli; Gesù disse: lascia tutto e seguimi…così sono
diventato suo senza riserva.
Domanda 2.Hai mantenuto contatti con Dante Orlandi che operava in
Argentina?
No, non è mai iniziata corrispondenza
epistolare ma sempre unito spiritualmente con Dante quale mio
vero Amico
Domanda 3.Come ti sei ambientato, nei primi anni, in Indonesia?
Mi fu facile ambientarmi essendo il popolo
indonesiano entusiasta del progresso in generale. Io mi sentivo parte della
loro volontà di crescere.
Domanda 4.Quale fu la più grande difficoltà?
La difficoltà più grande per noi Missionari fu la negazione del Visa: 1977-78
Domanda 5. Quale la
maggiore soddisfazione umana e cristiana?
La maggiore soddisfazione, per noi
cattolici, fu quella di poter diventare cittadini indonesiani.
Domanda 6.Quale differenze fra il Cristianesimo vissuto in Italia e in
Indonesia?
Essendo una nazione in maggioranza
cattolica-cristiana ci si sente spronati a condurre una vita cristiana
coerente; in Indonesia niente facilita ciò.
Domanda 7.Che cosa auguri di più a te stesso, all’Italia e
all’Indonesia?
A me stesso io auguro testimoniare Cristo
con pieno coraggio per poter diffondere il Vangelo con la libertà dei Figli di
Dio. All’Italia e all’Indonesia auguro il dialogo tra le due grandi Religioni, Cristiani e Islamici
Grazie Fr. Roberto Mancini Sx.