La nota
CULTURA E COSTUME
“Beni relazionali”, comunità e dono
Questi tre temi ( “beni relazionali”,comunità
e dono) sembravano relegati negli scritti degli antropologi culturali.
Occorre invece trarli dagli scaffali degli specialisti e
“trattarli” in mezzo a tutto il popolo, specialmente tra i giovani: farli
diventare cultura diffusa.
“Beni relazionali” Sono
le amicizie, i rapporti di prossimità e buon vicinato, la frequentazione
pacifica di ambienti e spazi pubblici, un caffé con gli amici... Molti studiosi pongono
questi beni più in alto degli stessi vantaggi del successo economico.
In passato i paesi di Provincia erano ricchi di “beni
relazionali”: osterie, Confraternite, feste paesane, fiere e mercati, giochi e
tombole...
Sbagliamo se affermiamo che, per una serie di ragioni, oggi,
anche in provincia, solo gli anziani praticano queste buone forme di vita
quotidiana?
Comunità
Tutti parlano di comunità
(comunità familiare, scolastica, locale, montana,
nazionale, europea, internazionale).In realtà è comunità dove ci si conosce “faccia a faccia”
a prescindere dal nostro lavoro.
Ma le forze dell’individualismo,
relativismo e diffidenza verso il “sociale”, lavorano espressamente per l’anti-comunità, accusando il “comunitarismo”
- come loro spregiativamente lo chiamano - di voler tarpare le ali agli
“individui” eccellenti, ai leader.
Ogni area del mondo deve
tenersi le sue
guerre, le sue povertà, la sua mancanza di salute e di lavoro, la sua
immondizia? Se fosse così, addio comunità e con essa
perfino la “fraternité”della Rivoluzione Francese!
Dono
Tutti fanno e ricevono regali, in un ossessivo “do ut des”.
Il dono disinteressato del proprio tempo, delle proprie
competenze , oltre che di risorse economiche è invece
raro, ma sempre più necessario. E’ il bene
comune a portata di tutti, il bene della prossimità.
Finora solo le “adozioni
a distanza” e il volontariato e l’associazionismo sono segni di fiducia.