CASAPE
A cura di Giuseppe e Gina Cicolini
CASAPE fu un “feudo
minore”? Non certo per bellezza. Tra i Monti Prenestini centro-occidentali.
ALBERI E NATURA
Quando la Regina Margherita visitò Casape nel 1899, lungo la
strada di accesso furono piantati centinaia di alberelli, che fiorirono nei
giorni della visita regale. Perché non rinnovare oggi quella piantumazione, in onore di Sua Maestà il TURISTA ? C’è già il BOSCO RISERVA, lungo il Sentiero
Natura, verso il Guadagnolo. E
poi, boschi e prati in ogni direzione.
Il nome
Facile e difficile . Ecco alcune spiegazioni: CASA CORBULA- dal generale romano
Gneo Domizio Corbulo, con villa e proprietà terriere; CASA APE- dalla gente
laboriosa, o dalle api dello stemma dei Barberini, insetti simbolo di lavoro,
ordine, fecondità; CASA APICA- da una speciale pecora; CASA SPEI- o della
speranza; CASA DEI PIO- dai feudatari Pio di Savoia; infine, dalla Gens Appia…
Appi… Apius… Lo stemma comunale
è “azzurro, all’albero sradicato di ulivo
al naturale, con quattro rami decussati- a croce di S. Andrea – e corona turrita”.
Il sigillo tondo è: “Comunità di Casape”,
e rappresenta S. Pietro.
Storia
Da “vicus” di pastori-contadini,
Casa Corbuli divenne un caposaldo nel secolo X, e feudo di S. Gregorio al Celio.
Poi feudatari furono Colonna e
Orsini. Colonna e Conti si contesero il possesso : prevalse Petruccio Colonna. Breve “interregno” di Ludovico Borgia.”Molti Casapesi morirono nella battaglia di
S. Gregorio, bombardato dai Colonna nel 1498 con i cannoni loro donati dal Re
Ferdinando II di Napoli” (L. Pelliccioni).Giunse la famiglia Leonini : “ i feudatari baroni di Casape”: era fra le maggiori di Tivoli, avendo dato a questa città un
Arcivescovo, un Vescovo e un Capitano di Cavalleria.” Poi i Santacroce
e Lotario Poli. I Barberini acquistarono
Casape, per rivenderla alla Casa dei Pio.
Il popolo si salvò miracolosamente dalla peste.Seguirono saccheggi da parte della
soldataglia in transito, che, amica o nemica, non risparmiava nulla e nessuno. Isabella
Pio di Savoia restò unica erede. Ultimi proprietari - ormai cessato
l’ordinamento feudale - furono i Brancaccio.
Nel 1854: Statuti Comunali; 1870 nel Regno d’Italia. Si sono succeduti Sindaci,
Podestà e Commissari Prefettizi, fino all’attuale Sindaco Luigino Testi, che è anche Presidente della IX Comunità Montana.
Archeologia
Oltre la Villa di
Corbulo e la cisterna , altri ruderi in Località Anio Novus. A Colle Faustiniano furono rinvenuti mattoni con “bolli” di Lucilla Domizia, parente di
Corbulo..
L’ABITATO
E’ vario, con cuore
medievale, e “ a spina”. Le antiche case
si addossano e “invadono” il Castello Baronale. Da un primo nucleo, verso
l’anno Mille, si realizzò l’”arroccamento”. Il Castello era la ragione di vita del villaggio. Nel tempo, la nobile
dimora fu ampliata, trasformata, ornata; poi, passato il periodo di massimo
splendore, decadde e, con vendite e passaggi di mano, divenne una sorta di condominio prestigioso, ma degradato. Un restauro fu avviato nel 1989. Si sono rintracciati
resti di scarico di ceramica maiolicata - come al “monte dei cocci”- e schegge di oggetti di uso comune. Tutto ben conservato,
a testimonianza della vita del popolo. Tra
i Casapesi ogni tanto si spargono voci di ritrovamenti di monete e medaglie di
valore. La chiesetta del Castello aveva
funzioni parrocchiali. Restano tracce di affreschi, di autori poco noti.
Il Comune ha
intrapreso il cammino inverso contro il degrado: restauro dei tetti,
consolidamento, riscatti, ritorno all’antico splendore, con riuso
al servizio della vita e cultura della comunità casapese e dei
visitatori. Il resto del nucleo storico è:”
una strada centrale,alcune vie laterali difese da case costruite sulla roccia a
strapiombo, formanti come un altissimo muro di cinta, senza interruzioni fra
l’una e l’altra, e poste a spina di pesce, con l’inizio del paese che partiva
dalla porta del Castello e l’abitato che arriva fino alla porta posteriore in fondo ad esso, difesa dalle ultime case;
il tutto formante un’unica fortezza facile da difendere” (Luciano
Pellicioni,1990) . Le nuove case
sfuggono all’abbraccio del Castello e si allargano ad anfiteatro.
LA VISITA
La visita richiede curiosità e interesse per il paesaggio . Il centro storico:è bene entrare nella
Porta del Castello e ammirare l’affresco della Madonna della Porta , a
guardia dell’ingresso. Nella Piazzetta
della Madonna sorge una cappella, a ricordo del miracolo del 1817: due
lacrime sgorgarono dagli occhi della Vergine e immediatamente la peste cessò. La festa è il 18 agosto. Camminare per
le viuzze e le scale interne, fino alla chiesa di S. Pietro Apostolo . Fu
costruita nel 1955 “con le mani dei Casapesi”,
per impulso di Don Bernardino Nonni. Non risulta che i fedeli , nel
portare pietre e calce, recitassero le litanie dei Santi - come nel Medioevo -,
ma il lavoro, ad opera prestatoria ( cioè gratuito), era già una preghiera. La festa è il 17 agosto. La chiesa conserva arredi della chiesetta precedente. La chiesetta di S. Simone, nella proprietà
Iannilli, con un pregevole affresco cinquecentesco: Crocefisso, con la Madonna e San Simone.
In occasione delle maggiori feste, le tre Confraternite –“del
Rosario”, del SS. Sacramento e del SS. Salvatore - danno la loro migliore prova nelle processioni e nelle altre celebrazioni
e sagre connesse.
ANTICHI ORDINAMENTI
E USI CIVICI
Come nei paesi intorno: “al
Castellano si deve una vacca in cambio di un donativo; calce, pozzolana e
pietra, dietro richiesta; ogni sette anni una calcara per la calce…”. Dallo
Statuto Comunale del 1854:”…Multe per
danni recati alle quercie dell’alberata, e loro frattato”…”Si permette
lo spilluccio”, la biblica consuetudine di consentire ai poveri di
recuperare quel che resta dopo il raccolto:spighe e acini d’uva.
PRO-CASAPE
Comune, Pro Loco ( tel.0774.489000) e Associazione Culturale CASA
CORBULA (Via Roma, 13, che
forma le prime guide turistiche, munite di passione e competenza) stanno rilanciando Casape. L’Istituto Figlie di Maria Custodia Nostra
continua nell’opera educativa, così come le scuole e lo stesso Centro Anziani.
SAGRE
La Sagra delle caldarroste e
mosciarelle si svolge a fine ottobre. In luglio, Sagra del follaccianu.
Durante l’Agosto, ogni giorno una sagra, con genuini prodotti locali . In ogni
tempo: polenta con lumache; “ramiccia”
, tagliatelle al sugo di carne; carne di vitello.. grigliata;”mosciarelle”, olio extravergine di
oliva; crostata con ricotta e caffè; tisichelle;
ciambelle all’anice. Il ristorante “Il
baronale- Da Memmo” è sempre in piena e felice attività.Così pure pizzerie,
forni e bar. -Il mercato settimanale
è il giovedì.
TRADIZIONI FOLCLORISTICHE:
-“La Pasquella” è un canto augurale
che, tra il 5 e il 6 gennaio, i giovani eseguono per le vie del paese. Si
tratta dell’annuncio dell’Indizione,
con la quale i Papi, da secoli, proclamano le date delle feste mobili.Oggi quel testo, in linguaggio solenne, si legge nelle
chiese. Qui è restato come una specie di bando popolare.-La Processione del Venerdì Santo. -Il Presepe vivente.
CASAPESI ILLUSTRI:
Gneo Domizio
Corbulo (Corbulone), fondatore di Casape,
padrone delle terre e della villa,
cugino di Nerone e imparentato con
Imperatori. Cercò di contenere
i “barbari” Parti in Armenia, mediante trattative. La cosa non piacque a Nerone
che lo condannò… al suicidio. (Curiosamente il blogger aniense di Anio Novus
ha adottato lo pseudonimo di Lucio
Domizio Enobarbo, antenato di Corbulone). Della sua villa restano ruderi
importanti, in collina, per ora raggiungibili solo a piedi. Riconoscibili
tratti di mosaico e una vicina cisterna.
Pallante, non il Pallante
dell’Eneide, ma Marco Antonio Pallante, liberto, capo del Fisco imperiale, e...
ricchissimo.
Giovanni di
Casacorbula, restauratore del Castello di Lunghezza.
Alfredo Fiasco, militare e
ambasciatore, alla fine del ‘500.
Fra’ SPIRITO DI S.
GREGORIO, ma casapese.
Frà Spirito di S.
Anna
(al secolo Enea Cenci).
Giovanni Battista
Iannilli, affittuario dei feudi dei Pio di Savoia.
Padri Francesco e Raffaele Coccioni, rispettivamente
parroci in Poli e di S. Gregorio.
Pietro Testi, Medaglia d’Oro al
Valor Militare, alla memoria.
Don Bernardino
Nonni, parroco (già citato).
Francesco Lanciani, pittore e
“memoria storica” di Casape.
Ennio Fantastichini, attore.
Luciano Pelliccioni, docente di
araldica e autore di una “Storia di
Casape”.
Gite
Al Monte
Guadagnolo; ai ruderi della Villa di Corbulo;
al Colle degli Asinelli, rovine
di Borgo S. Angelo; alle mete collinari e montane, tra i boschi.
Per venire a Casape: Via
Prenestina-Via Polense-Casape; Via Tiburtina in Tivoli-bivio S.
Gregorio-Casape.