CARITAS IN VERITATE, L’ENCICLICA SOCIALE DI BENEDETTO XVI

Il testo interpella tutti e  sollecita la sua applicazione – ovviamente - anche nella Valle dell’Aniene.

L’enciclica papale si inscrive nel corpus costitutivo della Dottrina Sociale della Chiesa: “promozione di un umanesimo integrale e solidale” alla luce del Vangelo. Storicamente la Chiesa ha preso posizione, per tutto il mondo, sui  grandi temi:  “economia e  lavoro;  tecnica;  comunicazione; società e  politica; comunità internazionale;  rapporti tra culture e popoli”(1).

Questa volta sono all’attenzione di tutta la Chiesa cattolica e degli uomini di buona volontà, i nodi problematici  sullo “sviluppo umano integrale nella carità e nella verità”:sulle grandi imprese, per il rispetto dei diritti dei lavoratori; sul capitalismo, per rivederne le regole; sullo sviluppo, contrastato dalla corruzione; sul profitto, che è morale solo se si ridistribuiscono le risorse; sulle organizzazioni internazionali, per la cooperazione efficace; sull’ambiente, per un’ecologia più responsabile; sulla bioetica e le illusioni della tecnica.

A Tivoli e tra i cattolici impegnati nei vari settori della vita economica e politica è notevole la benefica influenza esercitata da Igino Giordani, tra l’altro specialista commentatore delle Encicliche Sociali dei Papi e  impegnato, da cristiano, nell’Amministrazione locale e nella politica nazionale.

Questa eredità ci impegna ad approfondire la nuova Enciclica fino a conoscerla a farla conoscere a fondo.

Poi si tratta di mediare tra le idee dell’Enciclica e la realtà personale, comunitaria , sociale e politica.

Si tratta di passare - senza banalizzare- dalle idee, ai progetti e infine- attraverso lo studio dei tempi e modi efficaci e possibili , compito della politica-giungere ai programmi operativi. Chiarire fino in fondo quando si tratta di ideali, di valori o di interessi (senza furberie, come sarebbe il far passare per ideali quelli che sono soltanto interessi!).

Non è cosa facile!

Altra operazione che conviene a noi laici - operanti nella vita lavorativa, sociale e politica- è di chiarire a noi stessi e agli altri quando ci muoviamo nell’ambito del privato, del privato-sociale, del pubblico o del politico.

Questa volta, con questa Enciclica, cerchiamo di evitare le superficialità del passato tra i laici non specialisti: cioè non riduciamo l’enciclica al solo titolo, o a uno spot. Ci sono già in giro troppe semplificazioni “giornalistiche”, come: “Il Papa vuole dare un’anima al mercato”;”Il mercato da solo non basta: giustizia sociale e lavoro per tutti”;”l’economia ha bisogno dell’etica”; “Il Papa invoca un governo mondiale”;”La finanza recuperi il legame con politica ed economia”;”Contrapporre la gratuità alla logica del profitto”; “Il Papa esalta l’economia non profit”... In realtà c’è questo e anche tutta una  visione dell’uomo, sui fondamenti di Fede e ragione.

Rimandiamo alla lettura integrale del testo, personale e anche comunitaria (gruppi, Associazioni) ad alta voce. Una buona lettura è già un primo commento. Ma ci possono essere anche sobri commenti e rimandi alle altre Encicliche sociali.

Buona lettura.

Giuseppe Cicolini

 

 

 

(1) Da “Compendio della dottrina sociale della Chiesa”,LEV,2004, pag.1