BENEDETTO MELANCIA

 

Benedetto Melancia, nostra credibile fonte di informazione diretta su  varie tradizioni sublacensi (lavoro, pratiche religiose, condizioni di vita, famiglia, ecc.), merita che sia considerato per  la sua stessa personalità.

Egli è stimato come un modello della vita locale nell’arco dagli anni ’30 ad oggi, perché ne è stato un testimone attento e responsabile.

Ha dato prova di attaccamento e competenza nel suo lavoro, dapprima nelle costruzioni, poi come apprendista nella Stazione della Ferrovia Mandela-Subiaco e, infine, nella Cartiera di Subiaco al tempo dell’Ing. Crespi.

Ha sempre letto il giornale; è cresciuto nei gruppi dell’Azione Cattolica di S. Maria della Valle; si è impegnato a favore delle condizioni materiali ed educative della sua famiglia e della”famiglia di famiglie” che era, specialmente allora, il Quartiere della “Valle” e di Subiaco.

La sua adesione alla Fede cristiana è serena, non segnata da eccessi devozionistici , ma impiantata nella vita e Liturgia della Chiesa.

Ha visto, nel bene e nel male, l’evolvere delle condizioni di vita della popolazione sublacense, vivendo i drammatici anni della guerra e del dopoguerra.

Nell’ambito della Parrocchia della “Valle” ha sviluppato vari aspetti della sua vita anche nel tempo libero. Ha recitato, cantato, organizzato Carnevali, formato i giovani.

A sentirlo parlare oggi di questo film della sua vita - per tanti aspetti simile a quello di tutta la sua generazione -, nonostante le delusioni, non si coglie in lui l’amarezza di certi anziani, che vedono tutto nero, “mentre una volta andava tutto bene...”.

Il suo bilancio di fronte alla spettacolo della vita, e alla “vita-spettacolo” di oggi, è assai condivisibile:le televisioni hanno ecceduto nel diseducare il popolo; i giovanissimi sono spesso abbandonati a se stessi, anche dalle loro famiglie; certi gruppi di fedeli e certe Confraternite dovrebbero puntare meno sull’esteriorità e più sul fondamento di Fede e sulla pratica della carità.

I giovani dovrebbero essere assistiti nello studio e nel lavoro , due capitali seri nella vita di una persona .Ai bambini piccoli devono essere manifestati più espressivamente i sentimenti di affetto, ma anche le giuste correzioni, assicurando loro i giochi e la catechesi, come si faceva all’Oratorio.

Come non dare ragione a Benedetto Melancia, che ha mantenuto, nelle vicende dei vari periodi della sua vita, un equilibrio e una serenità invidiabili?