GLI ALBANESI TRA NOI.  PER INTENDERSI …. TRA RESIDENTI E IMMIGRATI

 

L’ALBANIA E GLI ALBANESI

 

Conoscenze di base per tutti

 

Albania, Shqiperia, Terra delle Aquile

Conoscenze geografiche:

-si affaccia nell’Adriatico, di fronte alla Puglia

-regione montuosa: zona della Grande Montagna o delle Alpi albanesi settentrionali

-zona delle catene alla destra del Drin

-zona montuosa centrale

-zona delle catene meridionali e sud-occidentali

-monti più alti: Tomorri m.2480; Papingut m.2495; Qendrevica m.2120.

-fiumi: Boiana, 44 km; Drin, 280 km.; Mati , 104 km.;I’shmi, 70 Km.

 

Popolazione: tre milioni circa.

Gli Albanesi si auto-denominano Schipetari, discendono dagli antichi popoli tracio-illirici.

Religioni: cristiani 30 %; islamici 70 %  (l’Islam fu proposto/imposto dai dominatori Turchi.)ortodossi 20%.

La scuola è obbligatoria dai sei ai tredici anni.

Università: a Tirana. E’ stata sempre elevata la qualità delle Facoltà Tecnologica e Agricola. a Elbasan , a Scutari e Valona.

Agricoltura: di tipo mediterraneo.

Allevamento diffuso.

Industria: tessile, petrolchimica, alimentare, concia, meccanica

Miniere:petrolio,bitume,ferro e nichelio,cromo e rame.

Scambi commerciali: al 1° posto, con l’Italia

Città: Scutari, Alessio, Puka, Kuksi, Bajram Curi, Durazzo, Kruja, Burrelli, Resheni, Peshkopia, Librazhdi, Elbasani, Lushnja, Fieri, Berati, Corovoda, Gramshi,Valona,SantiSaranda, Argirocastro,Tepelena, Permeti, Corizza, Erseka, Pogradeci.

 

 

 

 

 

Un po’ di storia

Tra il Regno dell’Epiro e le genti illiriche. Lungo le coste i Greci fondarono Apollonia  Epydamno ( poi chiamata Dyrrachium e Durazzo).

Il Re Agrone e la regina Teuta.

La vittoria dei Romani portò l’Albania nell’Illiricum; che poi si chiamò Dalmazia e infine  provincia Praevalitana, con capitale Scodra.

Nel Medioevo fu soggetta all’Impero bizantino; divisa in Signorie locali, poi unita alla Serbia e alla Bulgaria, infine aggregata ai domini di Venezia e agli Angioini di Napoli.

Giorgio Castriota detto SCANDERBERG, l’eroe nazionale, difese per venti anni l’Albania dall’invasione turca. Alla sua morte, percepita come disastro gravissimo, nel 1468, i Turchi invasero quasi tutto il territorio. Nelle vallate montuose più remote non riuscirono mai a insediarsi come occupanti-colonizzanti. Alcuni “staterelli” si orientarono verso Venezia e offrirono il potere a Carlo Emanuele I di Savoia, a Ranuccio I Farnese e ad alcuni Pontefici.

Gli albanesi divengono soldati per i Sultani o per gli Imperatori d’Austria.

Nel1788-1820 il Pascià Alì di Tepeleni tentò la via dell’indipendenza.

Nel 1860 un discendente di SCANDERBERG chiese a Garibaldi di aiutare la causa greco-albanese.Ma Garibaldi era occupato con la sua Spedizione dei Mille.                                                                                                                 Dal 1921: indipendenza nazionale albanese. Dal 1925, Re Zogu con la regina Geraldina. Trattato imposto dall’Italia. Nel 1939 Mussolini volle imporre un nuovo Trattato, che re Zogu non accettò. Fu inviato in Albania lo scrittore Curzio Malaparte, con il compito di corrompere  i Generali e la stessa Corte. L’Italia invase l’Albania e l’annetté al Regno d’Italia. Vittorio Emanuele III si proclamò “Re d’Italia e d’Albania”. I reali albanesi fuggirono in Grecia. Tutti gli Albanesi ebbero la cittadinanza e il passaporto italiano.

Scoppia la seconda Guerra Mondiale e sorgono i gruppi partigiani albanesi, comandati dal 1942, da Enver Hoxha, il quale, da partigiano si trasformò in dittatore, con visioni politiche altalenanti, tra legami con l’URRS e con la Cina di Mao.

Il patrimonio delle chiese cristiane è lasciato deperire, in linea con l’ateismo di Stato, duro come non in altri Paesi comunisti.

1945: Repubblica del Popolo Albanese, affiliata al Cominform, con regime di tipo stalinista.Basi di sottomarini a Valona, in funzione anti-Patto Atlantico.(La NATO, a sua volta, a S. Vito dei Normanni, a 90 km da Valona, approntò un formidabile “orecchio elettronico” in grado di registrare anche il semplice avviamento di motori di un sottomarino…).

Viene alimentata la psicosi dell’invasione da parte dei Paesi capitalistici. Avvicinamento alla Cina, che arma l’Albania e la riempie di migliaia di bunker in cemento armato anti-sbarco.  Infine, dopo la caduta del comunismo, rinasce la democrazia politica e riprende faticosamente l’economia…

Disastro monetario per colpa delle cosiddette “piramidi”( “bolle” speculative destinate a sgonfiarsi).

“Fuga” dall’Albania (20.000) in un giorno, nel 1991: fuggì pure chi non ne aveva bisogno...

L’Italia s’impegna a finanziare la rinascita della scuola albanese e dell’Università.

La vita democratica si stabilizza lentamente e così pure l’economia.

Nasce la camera di Commercio Italo - Albanese di Tirana e la relativa Fiera campionaria, filiazione della Fiera del Levante di Bari. Prende piede anche una fiera dell’alta moda.

Il turismo in Albania prende vigore.

 

La lingua albanese è indoeuropea, con due specificazioni: IL GHEGO e IL TOSCO. In Italia, gli Albanesi immigrati sono presenti fin dal ‘500. A Spezzano Albanese, Ururi, Piana degli Albanesi... si parla l’”Arbrèsh” e lo si insegna anche nelle scuole. Il Prof. Domenico Morelli è un esperto e un promotore di questa lingua “storica” e studia pure contatti e rapporti fra i vecchi e i nuovi immigrati albanesi.

La letteratura

Il primo documento è una formula battesimale del 1462.

“Il messale” in ghego, del 1555 di Gjon Buzucu; Cuneum prophetarum” di Pjeter Bogdani; “Gjella e S. Meriis Virgjer” di Giulio Fariboba calabro-albanese; Novella Erveheja” di Muhamet Cami.Autore di esposizioni di tradizioni popolari: Thimi Mitko; traduzioni bibliche: Konstandin  Kristoforidhi;ecc.

 

Cultura tradizionale e folclore

 

Tradizioni più antiche nel campo del diritto, delle credenze, del costume, dei canti e delle leggende popolari.

“Leggi consuetudinarie" chiamate “ Codice della Montagna o Kanùn di Lek Dukagin”: che regola i rapporti familiari, il rispetto dell'onore -anche del nemico-, la fedeltà al patto contratto con rito di sangue, l’osservanza della besa o promessa giurata (consuetudini simili a molte tradizioni arcaiche delle isole mediterranee, come in Corsica e nella Barbagia….).

Proteggono contro i nemici, le figure mitiche femminili ZANE e le Ore. Con la lahuta si accompagnavano i canti dolorosi delle vicende della diaspora.

Ogni concerto è preceduto da melodie tristi e malinconiche, quasi per esorcizzare il male. Il poeta-pastore di buoi Kujo canta i “Trenta Agà custodi della frontiera”; Giorgio Elez Alija commuove con “Scanderberg e la morte” e “La morte di Scanderberg”, con musica molto struggente.

Altri racconti tradizionali

-Quando i turchi s' inoltravano nelle vallate, tra le montagne più alte, venivano accolti con trappole, visioni terrorizzanti, barriere insormontabili; e infatti non riuscirono mai a sottomettere del tutto quel territorio.

-Quando si tentò di far saltare in aria, con la dinamite, il Castello di Skanderberg sul mare, l’esplosione colpì gi aggressori e il Castello si salvò;

-le icone sacre albanesi hanno caratteri propri e sono molto venerate e apprezzate in tutto il mondo;

-se qualcuno entrava in casa del suo peggior nemico e chiedeva la “besa”, la legge dell’ospitalità faceva sì che non si potesse nuocergli: anzi lo si proteggeva;

-a che non si convertì all’Islam era imposta una tassa (“dimmy”), non faceva carriera e se si trovava a cavallo e incontrava un islamico, doveva scendere da cavallo;

-nel periodo comunista Radio Tirana trasmetteva  notte e giorno programmi di propaganda in moltissime lingue, dopo la sigla”Morte al fascismo e libertà al popolo!”; dopo il periodo comunista queste vaste competenze linguistiche furono molto utili alla nascente democrazia ed economia albanese.

 

L’ALBANIA è stata vittima della storia contemporanea, con vicende molto tragiche.

Prima di tutto va precisato che gli Albanesi si considerano a tutti gli effetti EUROPEI, Illirici, fin dall’antica Roma.

 

Attualmente l’Albania è tutto un cantiere di costruzioni edilizie e industriali, turistiche e scolastiche, ma anche un cantiere di democrazia (dopo vari tentativi dei primi anni novanta). Roma ospita in Piazza Albania un bel monumento equestre a Giorgio Castriota Skanderberg.Nella costa pugliese, ci sono vari ricordi e perfino hotel nel nome di Skanderberg. La Casa Editrice Mondadori ha pubblicato una raccolta di favole albanesi con il titolo “ La vecchia che ingannò la morte e altri racconti” .

 

 Un Centro Culturale Albanese, in Via dei Greci, 3 in Roma o alla Chiesa di S. Atanasio, Via del Babuino: Rettore Mons.Eleuterio Fortino, sacerdote di rito greco-cattolico, di grande cultura e spiritualità, sottosegretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.