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COMITATO PER LA VITA "Daniele Chianelli" di Perugia

paesi del Reatino...

TURANIA

POZZAGLIA SABINA

Beatrix Erika Klakowicz

Romolo Lozzi
“Pro Europa una
L’11 Luglio 1970 in occasione dell' inaugurazione della lampada votiva “Pro Europa una” fu cantata questa ode in latino scritta da Romolo LOZZI:

“Antra deserti tenebrosa montis,
sacra quae fecit Benedictus almus,
affabre structae crepitans lucernae
flammula clarat
Hinc et Europae populis vetustae
lucet, ac lucens animos serenat,
fata sic maior  properans ut illa
surgat et una.
Aeribus vestris ubicunque, turres,
hac die moltis resonat turbis:
prisca mox tellus, Domino fovente,
arma relinquet.
Limites tandem sceleris recedant,
tot super signis celebretur unum:
iam novus flatus redolens per auras
spirat amoris.
Civis Europae veniens ad antrum
canticum laetans aget unitati:
dona ne pacis refovere desis,sacra lucerna!”

La Rivista benedettina "IL SACRO SPECO" dava questa traduzione a senso dell’ode:
“La fiamma guizzante della nuova lampada, insieme alle lampade precedenti, illumina l’ambiente oscuro della grotta.
Da quella grotta, con l’opera di S. Benedetto, partì la luce che tanto contribuì a costruire l’Europa medievale, facendola sorgere dallo sfacelo dell’Impero Romano dal caos dei barbari. Dalla stessa grotta parta l’auspicio per una nuova Europa grande e una e grande perché una.
Cadano i dissensi e le armi. Su tanti vessilli  grandeggi e domini un supremo vessillo unificatore: la Croce di Cristo e di S. Benedetto.
I cittadini dell’Europa unita, venendo al Sacro Speco, scioglieranno un inno lieto, all’unità finalmente raggiunta.
La sacra lucerna, simbolo delle preghiere di S. Benedetto e delle preghiere a S. Benedetto per l’Europa, sia perenne e felice auspicio dei sacri doni dell’unità e della pace”.

OGGI PARLIAMO DI:

   

ALTRE CULTURE

Premessa su come avvicinarsi...

I ROMENI, Europei tra noi

Famiglie Armene a SUBIACO: I BAGHDIGHIAN

Scheda Albania

RITRATTI

Fratel Roberto

Tommaso Caroni

Don Giuseppe Ciucci

Generale Alberto Scarpellini

M° Fernando Stefanucci

Prof. Tommaso Federici

Dante Orlandi

Benedetto Melancia

Mario Lauri

Fernando Proietti

Don Nazareno Lanciotti

Mons. Pierre Dumas (Vescovo si Haiti)

Luciano Corradini

Don Paolo Pecoraro

 

 

  

 

Educare alla Comunita'

Scuola e territorio: per un curricolo della Comunità Locale

IL 150°ANNIVERSARIO DELL’UNITA’ D’ITALIA

FAMIGLIA

Alfabetizzazione informatica adulti

I SETTANTA ANNI DEL "BRASCHI" DI SUBIACO

SUBIACO: FATALE E IRREPARABILE(?) DECLINO”

Il Paesaggio Agrario Sublacense

Chiesa, societa' civile e resistenza

Destra e sinistra

LA MOSTRA FOTOGRAFICA “RIFLESSI DELL’ANIENE”

 

 
 

 I PRIMI LIBRI STAMPATI IN ITALIA, A SUBIACO

E’ giunto il momento in cui è necessario che ogni  iniziativa culturale (editoriale, artistica, musicale) realizzata in Subiaco, trovi anche una possibilità di divulgazione per tutti.
 L’Università Popolare di Subiaco , dopo aver promosso alcuni incontri di studio  sul contenuto dei primi libri stampati in Italia, a Subiaco, è lieta di pubblicare questo opuscolo on line. Mentre l’interesse per la prima tipografia italiana - i prototipografi - cresce tra gli studiosi, abbiamo voluto includere in questa ripresa di studio anche il pubblico dei non specialisti.
Ringraziamo Il P. Abate Dom Mauro Meacci, che ha dato il suo appoggio e  contributo, e il P. Dom Augusto Ricci - Direttore della Biblioteca di Santa Scolastica - che ha redatto i testi  con la collaborazione del Vice-Direttore Dom Mariano Grosso.
L’Università Popolare di Subiaco

L'Oratorio di Don Gigi alla Valle    

Nella storia del costume educativo dei minorenni a Subiaco, come nella storia delle Parrocchie, ci sono deboli tracce di attività che potremmo chiamare di ORATORIO. Nel Nord - Italia gli Oratori sono “storici” e validi ancora oggi. Ma qualcosa c’era anche a Subiaco.....

continua

 

Igino Giordani: una testimonianza di Giovanni Prosperi

Testimonianza di Don Paolo Pecoraro: L’alba e il tramonto della Sinistra Cristiana

 

 

 

PERSONE E PERSONALITA' DELLA VALLE DELL'ANIENE

serie di interviste a protagonisti da sempre impegnati a diffondere cultura e solidarietà nel nostro territorio:

Fratel Roberto Mancini

Domenica (Mimma) Panzini

Giuseppe Panimolle

Carlo Appodia

Alessandro Scafetta

Giovanni Prosperi

 

piccoli Comuni

JENNE

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VIVARO ROMANO

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A piedi o in bici per la Valle dell'Aniene

Rocche e Castelli dellaValle dell'Aniene

CASTEL MADAMA E CARSOLI: due eventi di successo

 

VARIE

La campana di Galante

Grandi Culture

La scuola nelle aree montane

Sui sentieri di Subiaco

Pratiche sociali tradizionale a Subiaco

Monteleone Sabino

S. Vittoria

Antica canzone Cecena

Primo maggio

Per una critica della secolarizzazione

Immigrazione a Subiaco

La riflessione

Pia de' Tolomei

Monaci di oriente e occidente

Le sorgenti della cultura

Beatrice Cenci

A piedi o in bici

I professioisti e i soldi

Volti sublacensi anni 60

Subiaco salvata dalle donne

La cultura nella scuola di tutti

I sublacensi e l'Abruzzo

Cultura e costume

Caritas in Veritate

Gemellaggio con Ochsenhausen

Giuseppe Panimolle e gli acquedotti

Bullismo

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Programma Aniene-Acqua-Uomini

Lo Storico Parisella

IL PIANTO DELLE ZITELLE (FOTO CONVEGNO 1 2)

I CENTO ANNI DI DOMENICO DAVID

rapporto immigrazione

SI PUO' FARE DI PIU'

Pacchetto Sicurezza e Immigrazione

RAPPORTO SULLA PRESENZA DI IMMIGRATI NELLA PROVINCIA DI ROMA

CHE SORTE AVRANNO LE VARIE FORME DELLO STATO SOCIALE A FAVORE DEI PIÙ POVERI?

GRANDI GENEALOGIE DEL PASSATO E INDIVIDUALISMO DI OGGI

Orchidee a Vallepietra

"Ausculta" 2010

Museo Roviano

 

Rachele

La morte non è niente.
Sono solo scivolato nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato;
parlami nel modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La vita conserva il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
Che cos’è la morte, se non un incidente trascurabile?
Perchè dovrei essere fuori dai tuoi pensieri,
solo perchè sono fuori dalla tua vista?
Ti aspetto, non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Ritroverai il mio cuore.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace!

(Henry Scott Holland, 1910)

 

 

Sta per essere cancellata dal tempo e nessuno si cura di "salvarla":

 

Subiaco Monastero di S. Scolastica

 

Per chi vuole approfondire

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Memorie di un infartato

Terre D'Aniene

Come scrivere la propria autobiografia

Come si arriva ai primi posti su google

Aequa

Don Nazzareno Lanciotti

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